Il Servizio Doganale della Corea del Sud (KCS) ha smantellato una rete internazionale che avrebbe riciclato circa 102 milioni di dollari tramite criptovalute e il sistema bancario locale.

In una dichiarazione, il KCS ha annunciato di aver deferito tre individui alla procura per violazione del Foreign Exchange Transactions Act.

Secondo le autorità, la rete ha operato tra settembre 2021 e giugno 2025, facendo circolare illegalmente un totale di 148,9 miliardi di won (circa 101,7 milioni di dollari). I sospettati avrebbero canalizzato i fondi attraverso il sistema mascherandoli come spese legittime, come interventi di chirurgia estetica o tasse universitarie.

Per evitare di essere scoperti, hanno acquistato criptovalute in diversi paesi, le hanno trasferite su wallet di criptovalute in Corea del Sud e le hanno poi convertite in valuta locale, distribuendole su numerosi conti bancari.

Questa operazione avviene in un momento in cui le autorità sudcoreane stanno rafforzando i controlli sulle transazioni valutarie illecite. Il 13 gennaio, il KCS ha annunciato che avrebbe condotto "intensivi controlli" durante tutto l'anno per contrastare le attività di cambio illegali che potrebbero minacciare la stabilità del tasso di cambio.

I controlli sono inoltre motivati ​​da evidenti discrepanze nei dati relativi agli afflussi e ai deflussi di valuta estera del Paese. Secondo i dati pubblicati dal KCS la scorsa settimana, la differenza tra i ricavi commerciali elaborati dalle banche e il valore dichiarato delle merci in dogana ha raggiunto circa 290 miliardi di dollari nel 2025. Questa cifra è la più alta degli ultimi cinque anni e ha sollevato preoccupazioni circa i movimenti illeciti di capitali.

Inoltre, un altro controllo valutario, mirato a un settore specifico nel 2025, ha rilevato che il 97% delle aziende esaminate aveva effettuato transazioni illecite per un totale di 2,2 trilioni di won.

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