I prezzi del petrolio hanno concluso la sessione in calo, chiudendo l'anno con il loro più grande declino annuale dal 2020.
I mercati del greggio sono rimasti sotto pressione per tutto l'anno a causa di una combinazione di rallentamento della crescita economica globale, domanda più debole del previsto e un'offerta resiliente che ha pesato pesantemente sui prezzi. Nonostante ripetuti tagli alla produzione da parte dei principali esportatori e le continue tensioni geopolitiche nelle regioni chiave di produzione energetica, il petrolio ha faticato a mantenere un slancio ascendente.
L'aumento della produzione da parte dei produttori non OPEC, in particolare degli Stati Uniti, ha aggiunto pressioni dal lato dell'offerta, mentre tassi di interesse più elevati e condizioni finanziarie più rigorose hanno frenato le aspettative di consumo. Allo stesso tempo, le preoccupazioni riguardo alla ripresa economica irregolare della Cina e l'attività industriale più debole nelle principali economie hanno ulteriormente limitato la crescita della domanda.
Il netto calo annuale mette in evidenza l'incertezza crescente che circonda le prospettive energetiche globali. Con i mercati che si avvicinano al nuovo anno, i trader e gli investitori rimarranno concentrati sui segnali di recupero della domanda, sulle decisioni politiche dell'OPEC+, sugli sviluppi geopolitici e sulle più ampie tendenze macroeconomiche che potrebbero ridefinire la traiettoria del mercato del petrolio.
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