⚖️ Nuova legge sulle criptovalute attiva un conto alla rovescia di 60 giorni — le piattaforme potrebbero bloccare i conti
In base alle nuove regole europee di reporting fiscale sulle criptovalute (DAC8), le piattaforme di criptovalute devono raccogliere i numeri di identificazione fiscale (TIN) dagli utenti — e senza queste informazioni, le piattaforme potrebbero bloccare gli scambi e i prelievi dopo aver inviato avvisi e un periodo di 60 giorni.
🔑 Cosa sta cambiando:
🗓️ 1º gennaio 2026: i fornitori di servizi per asset crittografici nell'UE dovranno iniziare a raccogliere dati fiscali in base al DAC8.
📊 Il reporting copre le operazioni cripto → fiat, cripto → cripto e anche i trasferimenti a indirizzi di auto custodia all'interno dell'ambito soggetto a reporting.
🚫 Se un utente rifiuta di fornire il TIN, dopo due avvisi e un periodo di 60 giorni, i fornitori potranno rifiutare le "operazioni soggette a reporting", limitando effettivamente gli scambi e i prelievi che rientrano nelle normative.
📅 Il reporting completo inizia quando si completa il primo esercizio fiscale e i rapporti devono essere inviati entro il 30 settembre 2027.
📊 Cosa significa per gli utenti:
La conformità è ora legata all'identità e alla documentazione fiscale — altrimenti le piattaforme potrebbero bloccare funzioni fondamentali per rispettare gli obblighi regolamentari. È parte di una tendenza globale più ampia verso la trasparenza delle criptovalute e il rispetto delle norme fiscali.
Anche se questa normativa non elimina i diritti di auto custodia né mette fine alla privacy in modo assoluto, cambia il funzionamento dei punti di ingresso/uscita regolamentati e potrebbe ridefinire i processi di onboarding e i flussi utente — specialmente per gli europei.
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