🚨 Notizie dell'ultima ora 🚨: L'azione militare statunitense riportata in Venezuela e la detenzione del presidente Maduro non dovrebbero essere viste attraverso la lente della promozione della democrazia o dei diritti umani. Piuttosto, riflette una competizione strategica per il controllo globale dell'energia, rotte commerciali critiche e influenza geopolitica in America Latina.
Il Venezuela detiene le maggiori riserve di petrolio provate al mondo—circa 303 miliardi di barili, superando anche quelle dell'Arabia Saudita. Garantire l'influenza su queste riserve avrebbe profonde implicazioni per i mercati energetici globali e il potere monetario.
Se gli Stati Uniti dovessero ripristinare con successo il controllo sulle esportazioni di petrolio venezuelano, potrebbero riportare in vita una versione moderna del framework petrodollaro USA-Arabia Saudita degli anni '70. In un tale sistema, il petrolio venezuelano sarebbe venduto principalmente in dollari statunitensi, aumentando la domanda globale di dollari, mentre i ricavi in eccesso sarebbero riciclati in attività del Tesoro statunitense. Questo rafforzerebbe significativamente il dollaro in un momento in cui gli sforzi di de-dollarizzazione stanno accelerando a livello globale.
In sostanza, il controllo sui flussi energetici rinforza direttamente il dominio monetario. La supremazia energetica e la supremazia del dollaro rimangono profondamente interconnesse.
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