IL DILEMMA DEL DOLLARO: TURBOLENZA DELLA GUERRA COMMERCIALE E DE-DOLLARIZZAZIONE
Come analista indipendente, credo che il recente declino del dollaro statunitense sia intricatamente legato all'escalation della guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, insieme ai commenti sfumati del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, sui dazi. La caratterizzazione da parte di Powell dell'assalto ai dazi come "senza precedenti" e probabile causa di "inflazione più alta e crescita più lenta" ha contribuito alla volatilità del mercato, erodendo la fiducia degli investitori nel dollaro.
La tendenza globale alla de-dollarizzazione sta guadagnando slancio, con paesi come la Cina e quelli del blocco BRICS che accelerano gli sforzi per ridurre la loro dipendenza dal dollaro statunitense. Questo cambiamento è guidato dal desiderio di sovranità economica e di una minore vulnerabilità alla politica monetaria statunitense. Gli investitori stanno cercando asset rifugio come l'oro, il cui valore è aumentato, e alternative di valore come le criptovalute.
In questo ambiente complesso, gli investitori devono navigare all'incrocio tra politica monetaria, tensioni commerciali e dinamiche valutarie. Una Federal Reserve accomodante potrebbe ulteriormente indebolire il dollaro, mentre una posizione restrittiva potrebbe aumentarne il valore. Nel frattempo, gli asset alternativi potrebbero beneficiare dell'incertezza. Gli investitori dovrebbero considerare di diversificare i loro portafogli per mitigare i rischi e capitalizzare sulle opportunità emergenti in un'economia globale in rapida evoluzione.


