$BTC potrebbe essere sul punto di infrangere tutte le aspettative, e non per speculazione vuota, ma per dati concreti. Nonostante il clima economico così instabile a livello globale, il rinomato economista Timothy Peterson ha suggerito che Bitcoin potrebbe salire fino a 138 mila dollari in soli tre mesi. Ciò che sorprende è che la sua analisi si basa su una correlazione statistica che non era mai stata vista prima tra Bitcoin e il dollaro statunitense, il che rende la previsione ancora più intrigante e degna di essere seguita da vicino.
Nel suo ultimo analisi pubblicato il 18 aprile, Peterson ha presentato una proiezione basata sul comportamento del rendimento effettivo dell'indice US High Yield, che attualmente supera l'8%. A partire da dati storici dal 2010, ha rilevato che ogni volta che si sono verificate queste condizioni, Bitcoin ha avuto un rendimento positivo nel 71% dei casi nell'arco di tre mesi, con un guadagno medio del 31%. Anche negli scenari negativi, le perdite sono state piuttosto limitate, non superando il 16%.
La cosa più interessante di questo panorama è che, secondo Peterson, sulla base di questa tendenza, è molto probabile che Bitcoin si muova tra i 75 mila e i 138 mila dollari nei prossimi 90 giorni. Ciò implicherebbe che Bitcoin dovrebbe salire di circa il 62% per raggiungere quel tetto, qualcosa che per molti sembrerebbe una follia, ma che in questo contesto ha molto senso. La comunità cripto inizia già a entusiasmarsi con l'idea che si avvicina una nuova ondata rialzista simile a quella di inizio 2021.
È importante sottolineare che Peterson è stato un analista costante in questo campo e ha contribuito a varie proiezioni sul futuro di Bitcoin. Uno dei suoi strumenti più conosciuti, il cosiddetto Lowest Price Forward, gli ha assegnato una probabilità del 95% che Bitcoin non scenderebbe al di sotto dei 69 mila dollari a marzo. Questo tipo di modelli ha dato una certa credibilità alle sue stime, che ora tornano a generare conversazione tra investitori ed appassionati.
Un altro punto che aggiunge forza alla sua previsione è la correlazione attuale tra Bitcoin e il DXY, l'indice che misura la forza del dollaro statunitense rispetto ad altre valute. Nel 2024, entrambi gli asset hanno iniziato a comportarsi in modo molto simile, il che è atipico, poiché storicamente sono stati inversamente proporzionali. Peterson spiega che ciò non è dovuto a una causalità diretta, ma al fatto che sia il dollaro che Bitcoin stanno reagendo alle stesse tensioni macroeconomiche: bassa liquidità, tassi reali elevati e una paura generalizzata del rischio.
Questo fenomeno potrebbe essere temporaneo, secondo l'economista, che crede che Bitcoin alla fine si disaccoppierà dal comportamento del dollaro. Quando ciò accadrà, e i rendimenti reali inizieranno a scendere, Bitcoin potrebbe spingersi con forza grazie al ritorno della liquidità nel sistema. Infatti, molti analisti iniziano già a segnalare che l'indebolimento del dollaro potrebbe beneficiare direttamente il criptoattivo, proprio come è accaduto all'inizio della corsa rialzista nel 2023.
Il DXY è rimasto al di sotto della barriera psicologica dei 100 punti, secondo dati di Cointelegraph e TradingView, segnando livelli che non si vedevano da quasi tre anni. Questa debolezza strutturale, unita all'incertezza commerciale degli Stati Uniti, apre la porta affinché Bitcoin si posizioni come un rifugio di valore in mezzo al caos. Sempre di più, le condizioni sembrano allinearsi affinché l'asset digitale più famoso al mondo recuperi protagonismo.
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