I trader di criptovalute stanno monitorando attentamente il rapporto sull'inflazione PCE che sarà rilasciato domani, poiché dati più freschi del previsto potrebbero creare un'ottima prospettiva per il mercato delle criptovalute.

Questo rapporto, che è un indicatore cruciale per le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, ha storicamente impattato il settore delle criptovalute.

Gli investitori presteranno particolare attenzione ai dati di marzo per indicazioni riguardanti possibili cambiamenti nei tassi di interesse che potrebbero influenzare la liquidità e le tendenze di investimento nei mercati finanziari.

Inflazione PCE prevista per marzo

Le previsioni di mercato per il prossimo rapporto sull'inflazione PCE suggeriscono una possibile riduzione delle pressioni inflazionistiche.

I dati di MarketWatch indicano che il tasso di inflazione core PCE per marzo è previsto essere del 2,6%, riflettendo un calo rispetto al 2,8% di febbraio, che era aumentato dal tasso del 2,7% di gennaio.

Inoltre, l'inflazione PCE complessiva, che comprende i prezzi di cibo ed energia, è prevista in calo più significativo, con l'inflazione PCE anno su anno attesa al 2,2% per marzo, in calo dal 2,5% di febbraio.

Fonte: MarketWatch

Le proiezioni suggeriscono che l'inflazione si sta avvicinando lentamente al tasso obiettivo della Federal Reserve del 2%, sebbene rimanga sopra questo livello.

Questo rallentamento nell'aumento dei prezzi arriva dopo diversi mesi di dati sull'inflazione incoerenti, complicando le decisioni della Fed riguardo ai tassi di interesse.

L'indice di inflazione delle spese per consumi personali (PCE) è cruciale poiché funge da principale strumento della Federal Reserve per valutare l'inflazione.

Offre una prospettiva più completa sui movimenti dei prezzi nell'economia rispetto all'indice dei prezzi al consumo (CPI) più comunemente noto.

Il core PCE esclude i prezzi fluttuanti di cibo ed energia per presentare un quadro più chiaro della tendenza fondamentale dell'inflazione.

Come influenzerebbe il mercato delle criptovalute?

Se il tasso di inflazione core PCE fosse registrato al 2,6% e il PCE generale al 2,2%, è probabile che il mercato delle criptovalute, incluso Bitcoin, reagisca favorevolmente.

Dati sull'inflazione ridotti aumenterebbero la probabilità che la Federal Reserve adotti una politica monetaria più permissiva, potenzialmente portando a tagli dei tassi di interesse più avanti nell'anno.

Tassi di interesse più bassi tendono a favorire asset più rischiosi come le criptovalute per diversi motivi.

In primo luogo, diminuiscono l'attrattiva degli investimenti tradizionali a rendimento, come obbligazioni e conti di risparmio, spingendo gli investitori a cercare asset più rischiosi e potenzialmente più redditizi come Bitcoin e altre criptovalute.

In secondo luogo, una politica monetaria più accomodante inietta ulteriore liquidità nel sistema finanziario, parte della quale potrebbe fluire nei mercati delle criptovalute.

Se le tendenze di mercato si allineano a questo scenario, la previsione di Robert Kiyosaki di un prezzo di Bitcoin di $200.000 potrebbe materializzarsi.

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Inoltre, se i dati PCE dovessero scendere al di sotto delle aspettative (specificamente al di sotto del 2,6% per il core PCE), questo potrebbe innescare una reazione ancora più favorevole nei mercati delle criptovalute, rafforzando l'argomento per riduzioni dei tassi di interesse più anticipate e sostanziali da parte della Federal Reserve.

L'analista Will Meade ha espresso questo sentimento, suggerendo tramite Twitter che un tasso di inflazione PCE inferiore al previsto potrebbe portare a un aumento dei prezzi delle azioni, il che probabilmente gioverebbe anche alle valutazioni delle criptovalute.

Fonte: Will Meade

D'altra parte, se l'inflazione dovesse essere più duratura del previsto e superare la previsione del 2,6%, potrebbe portare a un calo dei prezzi delle criptovalute.

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