“Trump 2.0” visita in Arabia Saudita: i giganti tecnologici americani annunciano investimenti sostanziali
Martedì, ora locale, durante la visita del presidente americano Trump in Arabia Saudita, la cooperazione tecnologica è diventata il punto focale. La Advanced Micro Devices (AMD) ha annunciato una collaborazione con la nuova azienda di intelligenza artificiale saudita Humain, con un investimento di 10 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, per implementare 500 megawatt di potenza di calcolo, coprendo una rete di centri dati che si estende dall'Arabia Saudita agli Stati Uniti, con l'obiettivo di creare una piattaforma AI globale. Humain è interamente posseduta dal fondo sovrano saudita, e il principe ereditario saudita Salman è il presidente del consiglio di amministrazione. Oltre ad AMD, anche diversi giganti tecnologici americani hanno intrapreso azioni. NVIDIA collaborerà con l'Autorità saudita per i dati e l'intelligenza artificiale per investire nella costruzione di una fabbrica di intelligenza artificiale nei prossimi cinque anni; Google ha lanciato un fondo AI da 100 milioni di dollari in collaborazione con investimenti sauditi; AWS, di proprietà di Amazon, collabora con Humain per costruire una “AI Zone” da oltre 5 miliardi di dollari, per sostenere la trasformazione digitale dell'Arabia Saudita. Elon Musk ha menzionato in Arabia Saudita che Tesla prevede di lanciare un servizio di Robotaxi, e Starlink ha ottenuto l'approvazione saudita per operare nel settore aereo e marittimo. Inoltre, ci sono notizie che le parti americane stanno negoziando con l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti per ampliare l'esportazione di chip AI, e il governo Trump prevede di autorizzare la vendita di centinaia di migliaia di chip AI avanzati a due aziende collegate ai governi del Medio Oriente. OpenAI sta anche considerando di stabilire un centro dati negli Emirati Arabi Uniti, con la previsione che Trump annuncerà questioni correlate durante la sua visita negli Emirati. Questo viaggio di Trump in Medio Oriente, attraverso la firma di una serie di accordi di cooperazione tecnologica, ha rafforzato i legami tra gli Stati Uniti e il Medio Oriente nel campo della tecnologia, creando anche opportunità per le aziende coinvolte di espandere il mercato, e potrebbe avere un impatto significativo sul panorama dell'industria tecnologica globale.
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