A partire da maggio 2025, il #TrumpTariffs è diventato un tema centrale sia nelle arene economiche che politiche. L'ex presidente Donald Trump, in corsa per la rielezione, ha implementato una vasta gamma di nuove tariffe mirate alle importazioni da paesi come Cina, Messico e membri dell'Unione Europea. Queste misure hanno scatenato una reazione globale, con i principali partner commerciali statunitensi che impongono tariffe ritorsive sui beni americani.
A livello nazionale, le conseguenze economiche si fanno già sentire. L'inflazione è in aumento, con la Federal Reserve e gli economisti aziendali che prevedono una crescita del PIL più lenta e prezzi al consumo più elevati. Aziende come Sony e grandi rivenditori hanno avvertito che le tariffe stanno aumentando i costi di produzione, portando potenzialmente a rincari per i prodotti di uso quotidiano, inclusi elettronica e cibo.
A livello internazionale, le tariffe hanno destabilizzato le relazioni commerciali. Il Canada ha annunciato quasi 30 miliardi di dollari in contromisure, e il Messico sta affrontando una contrazione economica prevista. Gli analisti finanziari europei avvertono di una crescita ridotta in tutta l'UE. Mentre Trump sostiene che queste tariffe proteggono l'industria americana, i critici le vedono come una scommessa politica con seri rischi economici.
Con crescente scrutinio legale e congressuale, il futuro a lungo termine del #TrumpTariffs rimane incerto.