Nel maggio 2025, il prezzo del Bitcoin supera la soglia dei 110.000 dollari, raggiungendo un nuovo massimo storico, ma i dati on-chain rivelano che investitori esperti mostrano segni di presa di profitto. Nonostante l'elevato sentiment di mercato, le mosse dei detentori a lungo termine diventano un indicatore chiave per osservare l'andamento futuro.
I segnali di presa di profitto iniziano a emergere
I dati on-chain mostrano che durante l'aumento del prezzo del Bitcoin da 74.000 a 110.000 dollari, l'indicatore Spent Output Profit Ratio (SOPR) evidenzia un aumento significativo delle azioni di profitto da parte degli investitori, soprattutto dopo aver superato la soglia dei 100.000 dollari, con un'intensa apparizione di colonne verdi. L'analisi indica che questo fenomeno è normale durante il ciclo di mercato rialzista e non ha ancora raggiunto i livelli di vendita massiccia storici. Il numero di Bitcoin detenuti per oltre 155 giorni continua a crescere, indicando che la maggior parte dei primi investitori sceglie comunque di mantenere posizioni a lungo termine, e la pressione di vendita sul mercato è complessivamente gestibile.
Le istituzioni accelerano la loro esposizione agli asset crittografici
iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock ha aumentato la sua posizione di 8.000 Bitcoin a maggio, portando il totale a 639.000 Bitcoin, mantenendosi così al secondo posto globale per detenzione di Bitcoin. MicroStrategy ha incrementato la propria posizione quattro volte questo mese, acquistando 4.020 Bitcoin a un prezzo medio di 106.200 dollari, con i fondi provenienti da finanziamenti azionari. Il gruppo Trump Media & Technology prevede di raccogliere 3 miliardi di dollari per investire in Bitcoin e altri asset crittografici, evidenziando ulteriormente l'importanza strategica che le istituzioni attribuiscono agli asset digitali.
La crisi del mercato obbligazionario globale alimenta la domanda di beni rifugio
Il rendimento dei titoli di stato americani a 10 anni è salito al 4,48%, mentre quello a 30 anni ha raggiunto il 5,15%, il livello più alto degli ultimi dieci anni, insieme al rendimento dei titoli di stato giapponesi che ha toccato un massimo storico del 3,1%, esercitando pressione sugli asset tradizionali di rifugio e spingendo i capitali verso il Bitcoin. La gestione degli ETF spot su Bitcoin ha superato i 104 miliardi di dollari, riflettendo il riconoscimento da parte degli investitori istituzionali della sua proprietà di "oro digitale" in un contesto di volatilità del mercato obbligazionario.
Le divergenze di mercato si fanno sentire
Nonostante i dati on-chain mostrino che i detentori a lungo termine non stanno abbandonando in massa, istituzioni come Matrixport avvertono dei rischi a breve termine: il Bitcoin continua a oscillare tra i 106.000 e gli 110.000 dollari, il calo dei volumi di scambio e l'appiattimento dei tassi di finanziamento indicano un indebolimento della dinamica di mercato. Gli analisti consigliano agli investitori di prendere parzialmente profitti e attendere un'entrata di capitali più ampia per spingere il prossimo ciclo di mercato.
Attualmente il prezzo del Bitcoin si mantiene vicino ai 108.000 dollari, il mercato sta vivendo un nuovo ciclo di rivalutazione a causa della combinazione di acquisti istituzionali e incertezze macroeconomiche. I dati storici mostrano che l'attuale livello di presa di profitto è lontano dal picco del ciclo, e se i capitali continuano a fluire, il Bitcoin ha ancora spazio per salire.
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