Esplora il mio mix di portfolio. Segui per vedere come investo! La Fed manterrà i tassi invariati fino a settembre

La Fed rimane ferma sui tassi di interesse e non effettuerà tagli fino almeno a settembre, sulla base di nuovi dati da un sondaggio Reuters del 5–10 giugno che ha coinvolto 105 economisti.

Quasi tutti loro—103 per essere precisi—hanno detto che il Federal Open Market Committee (FOMC) manterrà i tassi fermi tra il 4,25% e il 4,50% durante la riunione del 17–18 giugno, lo stesso intervallo in cui è rimasto bloccato dall'inizio dell'anno. L'unico motivo? L'inflazione non si è ancora calmata, e il mercato del lavoro non mostra abbastanza dolore per costringere la mano della Fed.

La previsione arriva in un momento in cui la stabilità economica è ancora precaria. Le trattative commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina rimangono incomplete, e una scadenza del 9 luglio per una pausa tariffaria temporanea di 90 giorni si avvicina rapidamente.

Quella tregua, introdotta per la prima volta ad aprile, non ha portato a molto progresso reale, e ora gli economisti mantengono le loro prospettive fragili. La Casa Bianca, sotto la presidenza di Donald Trump, ha aumentato le tariffe su acciaio e alluminio dal 25% al 50%, e i mercati stanno iniziando a valutare il costo di quelle decisioni.

In aggiunta, un enorme progetto di legge per un taglio fiscale appena approvato dalla Camera dei Rappresentanti sta alimentando ulteriore incertezza, poiché non è ancora passato attraverso il Senato.

Trump chiede tagli mentre gli economisti mantengono la linea

Nonostante la pressione di Trump per abbassare i tassi di un intero punto percentuale—vuole vedere il tasso dei fondi federali scendere al 3,25%–3,50%—la Fed rimane immutata.

La banca centrale sta osservando da vicino le aspettative di inflazione, e queste sono rimaste alte grazie a crescenti assunzioni che gli Stati Uniti continueranno a erigere barriere commerciali. Il Chief U.S. Economist di UBS, Jonathan Pingle, ha riassunto chiaramente l'esitazione: