Il conflitto in Medio Oriente ha nuovamente scosso i mercati finanziari, questa volta con un impatto diretto sul prezzo di Bitcoin. Dopo l'attacco preventivo di Israele contro l'Iran, l'incertezza ha preso piede tra gli investitori, che hanno optato per rifugiarsi in attività più sicure. La criptovaluta leader è scesa sotto i 105.000 dollari, segnando uno dei suoi peggiori cali in settimane. Le dichiarazioni del ministro della difesa israeliano, Israel Katz, che avvertiva di possibili ritorsioni con droni e missili, non hanno fatto altro che alimentare la paura.

L'ambiente di tensione geopolitica ha generato un'ondata di vendite in attività considerate rischiose, come Bitcoin. I trader, temendo un'escalation bellica, hanno preferito liquidare le loro posizioni prima di affrontare perdite maggiori. Piattaforme come CoinGecko hanno mostrato un grafico in rosso, con un calo pronunciato in poche ore. Nel frattempo, il calcolatore di CriptoNoticias rifletteva una quotazione di 104.375 dollari, confermando la tendenza ribassista. Il mercato delle criptovalute, noto per la sua volatilità, ha reagito con maggiore intensità rispetto ad altri settori.

Questo movimento non è stato isolato: l'oro e il dollaro hanno rafforzato la loro posizione come rifugi tradizionali. Gli analisti segnalano che, in contesti di crisi, gli investitori tendono ad abbandonare le attività digitali a favore di opzioni più stabili. Tuttavia, alcuni credono che questo calo potrebbe essere temporaneo, specialmente se il conflitto non si intensifica ulteriormente. La verità è che, per ora, lo scenario per Bitcoin appare incerto, e la sua ripresa dipenderà in gran parte da come evolveranno gli eventi in Medio Oriente.