Approfondimenti da “Dentro il cervello dell’investitore” di Richard L. Peterson
Quando si tratta di investire, molti assumono che la logica e i dati guidino le decisioni. Tuttavia, la ricerca ha dimostrato che le condizioni meteorologiche, la luce del giorno e persino i cicli lunari hanno un impatto sorprendente sul comportamento degli investitori e sulle prestazioni del mercato.
Secondo Richard L. Peterson nel suo libro Dentro il cervello dell'investitore, il sole, la copertura nuvolosa, le variazioni di temperatura e le tempeste geomagnetiche influenzano tutti l'umore e la tolleranza al rischio degli investitori — spesso senza che loro se ne rendano conto. Questi cambiamenti sottili nell'ambiente possono portare a notevoli variazioni nei rendimenti del mercato azionario.
Ad esempio, uno studio citato nel libro di David Hirshleifer ha analizzato 26 mercati azionari a livello globale tra il 1982 e il 1997. Ha scoperto che il rendimento di mercato annualizzato nei giorni di sole a New York era del 24,8%, rispetto a solo l'8,7% nei giorni nuvolosi. Il motivo? Il sole migliora l'umore e un umore elevato riduce l'avversione al rischio, rendendo gli investitori più propensi ad acquistare.
Allo stesso modo, Kamstra, Kramer e Levi (2003) hanno trovato un chiaro schema stagionale nei rendimenti. La loro ricerca ha suggerito che i mercati azionari tendono a sotto performare in estate e a sovra performare in inverno. Ruotando strategicamente gli investimenti tra gli emisferi in base alla luce del giorno (ad esempio, investendo a Sydney da marzo a settembre e a Stoccolma da settembre a marzo), un investitore avrebbe potuto ottenere rendimenti annuali superiori al 21% durante il 1982–2001.
Ancora più sorprendentemente, le tempeste geomagnetiche e il sonno scarso (spesso legati ai cambiamenti stagionali o all'ora legale) si sono dimostrati correlati a un sotto rendimento del mercato. I ricercatori credono che questi fattori contribuiscano a un umore più basso e a un'aumentata avversione al rischio.
Uno studio particolarmente interessante di Yuan, Zheng e Zhu (2001) ha trovato che i rendimenti azionari erano significativamente più alti durante le lune piene rispetto alle lune nuove — fino a un massimo del 6,6% annuale. La teoria? La luce della luna piena potrebbe migliorare inconsciamente l'umore e la fiducia nella presa di decisioni.
In sintesi, anche gli investitori più logici e analitici possono essere inconsapevolmente influenzati da forze naturali. Come osserva Peterson, queste influenze ambientali e biologiche operano al di sotto della consapevolezza cosciente, eppure plasmano potentemente il comportamento finanziario e le tendenze di mercato.