Emergenza! Sotto le nubi del conflitto tra Stati Uniti e Iran, come si muoverà Bitcoin dopo il crollo?

Le crisi geopolitiche riaccendono le onde nel mercato delle criptovalute. Le notizie su un possibile intervento militare degli Stati Uniti contro l'Iran hanno provocato un'improvvisa caduta del Bitcoin, ma molteplici fattori determinano che le tendenze a lungo termine rimangono incerte:

1. Esperienza storica: dopo il panico a breve termine spesso si verifica un rimbalzo

L'impatto dei conflitti geopolitici su Bitcoin segue la regola del "prima scendere e poi risalire". Quando nel 2020 le forze armate americane hanno bombardato l'Iran, Bitcoin è sceso ma poi è rimbalzato grazie alla politica monetaria espansiva della Fed; durante il conflitto tra Israele e Iran nel 2025, il prezzo del Bitcoin è sceso sotto i 103.000 dollari per poi risalire rapidamente, mostrando che le vendite dettate dal panico vengono spesso corrette dalle aspettative politiche o dalla domanda di beni rifugio.

2. Supporto istituzionale: la forza centrale della stabilità del mercato

I fondi istituzionali sono diventati la "zavorra" di Bitcoin. L'afflusso netto di ETF spot ha superato i 46 miliardi di dollari, giganti come BlackRock continuano ad aumentare le loro posizioni, mentre 3 miliardi di dollari di scambi over-the-counter (OTC) forniscono liquidità al mercato. Standard Chartered prevede che entro la fine del 2025 il prezzo del Bitcoin potrebbe raggiungere i 200.000 dollari, alimentato dalla scarsità derivante dal dimezzamento e dal miglioramento dell'economia macro.

3. Politiche della Fed: la variabile chiave per alti e bassi

Le decisioni sui tassi d'interesse della Fed sono una "spada a doppio taglio": attualmente i tassi rimangono invariati ma ci sono divergenze sulle aspettative di un possibile taglio. Tassi elevati reprimono il rischio, ma se il conflitto provoca timori di recessione, un abbassamento anticipato dei tassi sarà favorevole per Bitcoin. Inoltre, le politiche tariffarie potrebbero aumentare l'inflazione, influenzando indirettamente l'orientamento della politica monetaria.

4. Aspetto tecnico ed emozioni: indicatore di volatilità a breve termine

I livelli di supporto chiave si trovano a 101.000 e 75.000 dollari, mentre i livelli di resistenza sono tra 96.000 e 109.000 dollari. L'attuale sentimento di mercato è di "avidità" (indice di paura 71), ma è necessario prestare attenzione ai rischi geopolitici che potrebbero innescare una correzione. L'indicatore RSI mostra una situazione di ipercomprato a breve termine, o potrebbe affrontare un aggiustamento tecnico.

5. Contromosse dell'Iran: il fattore scatenante per l'escalation del rischio

Se l'Iran chiudesse lo Stretto di Hormuz, l'impennata dei prezzi del petrolio aggraverebbe l'incertezza economica globale, e Bitcoin potrebbe subire pressioni a breve termine, ma le sue proprietà di protezione dall'inflazione a lungo termine potrebbero attrarre investimenti. Dati storici mostrano che in crisi simili il prezzo del Bitcoin tende a salire a causa delle aspettative inflazionistiche.

Conclusione: le oscillazioni a breve termine non cambiano la logica a lungo termine

Se scoppiasse un conflitto, Bitcoin potrebbe prima scendere e poi risalire; gli acquisti istituzionali e i cambiamenti nelle politiche sono la chiave per il rimbalzo. A lungo termine, la durata del conflitto, le politiche della Fed e l'intensità degli acquisti istituzionali determineranno l'andamento. Gli investitori devono seguire attentamente l'evoluzione della situazione e adattare le loro posizioni in base alla loro tolleranza al rischio.

In un contesto di turbolenza geopolitica, pensi che Bitcoin possa diventare "oro digitale"? Lascia un commento e parliamone!