#TrumpTariffs
L'ex presidente Donald Trump ha reso i dazi una parte centrale della sua politica economica durante il suo mandato. Un dazio è essenzialmente una tassa imposta sui beni importati. Trump li ha utilizzati come strumento per proteggere le industrie americane, ridurre il deficit commerciale e fare pressione su paesi come la Cina affinché cambiassero le loro pratiche commerciali.
Una delle mosse più significative è stata la guerra commerciale con la Cina. A partire dal 2018, l'amministrazione Trump ha imposto dazi su beni cinesi per centinaia di miliardi di dollari. La Cina ha risposto con dazi sulle esportazioni americane, mirati in particolare agli agricoltori americani. Sebbene i dazi mirassero a livellare il campo di gioco e riportare la produzione negli Stati Uniti, hanno anche aumentato i costi per le imprese e i consumatori americani.
Trump ha anche preso di mira alleati come l'Unione Europea, il Canada e il Messico con dazi su acciaio e alluminio, sostenendo che fosse necessario per la sicurezza nazionale. Queste mosse hanno suscitato tensioni e portato a contro-dazi su prodotti americani come whiskey, motociclette e succo d'arancia.
I sostenitori sostengono che le politiche tariffarie di Trump hanno aiutato a rinegoziare accordi commerciali e hanno portato attenzione su pratiche inique. I critici, tuttavia, sottolineano l'aumento dei costi, le catene di approvvigionamento interrotte e i minimi guadagni a lungo termine.