🪒 Ieri Figma ha effettuato un IPO a $33, ma le negoziazioni sono iniziate a $95, la compagnia ha perso $2.3 miliardi — non è un entusiasmo di mercato, ma uno schema classico: le banche abbassano il prezzo di collocamento, vendono a buon mercato ai "loro", creano scarsità, e gli investitori al dettaglio comprano a un prezzo gonfiato.
Questa pratica non è una novità: DoorDash ha perso $3.4 miliardi, Airbnb — $3.5 miliardi. Dal 2020, le banche d'investimento e i fondi hanno prelevato oltre $100 miliardi, bypassando i veri creatori di valore.
Perché le aziende accettano? Per entrare negli indici, ottenere copertura analitica e "rispetto di Wall Street" — bisogna giocare secondo le regole delle banche. Esse prendono fino al 7% di commissione, conducono affari riservati e distribuiscono azioni "su chiamata".
Uno schema analogo vale anche per le criptovalute: i VC entrano in privato, le borse applicano commissioni per il listing, i market maker scaricano i token al momento del TGE.