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Il \u003ct-16/\u003e ha fatto una significativa concessione nel suo crescente conflitto commerciale con gli Stati Uniti accettando di accelerare la legislazione per rimuovere tutte le tariffe sui \u003ct-18/\u003e beni industriali entro la fine di questa settimana. Questa mossa arriva in risposta alla richiesta del Presidente Donald Trump che il \u003ct-20/\u003e elimini le sue tariffe prima che gli Stati Uniti riducano i propri dazi sulle esportazioni di automobili europee, segnando un passo chiave in una fragile tregua commerciale dopo mesi di crescenti perdite economiche e tensioni elevate.
L'UE aveva affrontato una severa pressione dopo che Trump aveva annunciato un forte aumento dei dazi sui beni europei, minacciando inizialmente fino al 30% di dazi a partire da agosto 2025. Questi dazi hanno colpito le esportazioni dell'UE, specialmente nel settore automobilistico, acciaio, alluminio e altri prodotti industriali, con effetti collaterali aggiuntivi su varie catene di approvvigionamento e reti di produzione in tutto il continente. Le industrie dell'UE hanno riportato miliardi di perdite poiché i costi di produzione sono aumentati e l'accesso al mercato statunitense — uno dei maggiori partner commerciali dell'Europa — è diventato sempre più ristretto.
Sotto il recente accordo quadro, l'UE ha concordato di eliminare i dazi su tutti i prodotti industriali statunitensi, mentre gli Stati Uniti manterranno un dazio di base del 15% sulla maggior parte delle esportazioni dell'UE, comprese le automobili, che è ancora significativamente più alto rispetto ai livelli pre-conflitto ma rappresenta una riduzione rispetto alle tariffe inizialmente imposte da Trump. Questo compromesso riflette una accettazione riluttante ma pragmatica da parte dell'UE per prevenire ulteriori escalation che potrebbero portare l'economia europea in una crisi più profonda.
Dal punto di vista economico, la guerra dei dazi aveva già indebolito modestamente l'economia dell'UE, con perdite di PIL stimate intorno allo 0,2-0,3 punti percentuali. La riduzione delle esportazioni verso gli Stati Uniti e le interruzioni del commercio globale hanno contribuito a creare un ambiente difficile per le imprese europee, molte delle quali hanno dovuto ripensare le loro catene di approvvigionamento e affrontare incertezze nelle decisioni di investimento e assunzione. La mossa dell'UE di arrendersi alle richieste tariffarie mira a stabilizzare le relazioni commerciali transatlantiche e fornire la certezza necessaria in un panorama geopolitico ed economico volatile.
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha sottolineato la prontezza dell'UE a impegnarsi in un dialogo e a raggiungere risoluzioni reciproche, ma ha anche ribadito l'impegno dell'UE a proteggere i propri interessi economici, accennando al fatto che le contromisure rimangono possibili se le trattative falliscono in futuro. Il recente accordo, sebbene politicamente significativo, è visto da molti leader europei come una sospensione temporanea piuttosto che un accordo finale, con questioni a lungo termine nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e UE ancora irrisolte.
In sintesi, la resa dell'UE segna un drammatico punto di svolta nel conflitto commerciale globale avviato dai dazi che hanno interrotto legami economici di lunga data. Sebbene siano stati fatti dolorosi compromessi, l'accordo mira a mitigare ulteriori danni e offre speranza per un quadro commerciale transatlantico più stabile nei prossimi mesi.