Oggi è segnato da una correzione severa negli attivi a rischio (fenomeno noto come "Trump Dump" nel settore cripto) e un'escalation nelle tensioni commerciali globali. L'euforia iniziale dopo la rielezione di Trump nel 2024 si è dissipata, dando spazio alla realtà di una "Guerra Commerciale 2.0" e tensioni geopolitiche incistate.

1. Conflitti Geopolitici Chiave con gli Stati Uniti.
Guerra Commerciale USA vs. Cina (Escalation):
Situazione oggi: L'amministrazione Trump ha consolidato la sua politica di dazi aggressivi. Dopo gli annunci del 2025 di tariffe dal 10% al 60% sui prodotti cinesi, Pechino ha risposto con misure reciproche ("ritorsione") che colpiscono l'agricoltura e la tecnologia statunitense.
Effetto: Si osserva un disaccoppiamento forzato in settori tecnologici chiave (semiconduttori e IA). Le catene di approvvigionamento globali sono sotto estrema pressione, cercando di uscire dalla Cina verso paesi come il Vietnam o l'India, sebbene con difficoltà logistiche.
Tensioni in Nord America (Revisione T-MEC):
Stati Uniti vs. Messico: La relazione è tesa in vista della imminente revisione del trattato T-MEC (USMCA). Trump ha minacciato dazi punitivi se il Messico non frena completamente il flusso migratorio e la presunta "triangolazione" di prodotti cinesi (acciaio e auto elettriche) attraverso il suo territorio.
Impatto: Rischio di recessione tecnica in Messico a causa dell'incertezza degli investimenti esteri.
Conflitti Bellici (Ucraina e Medio Oriente):
Ucraina: Al compiersi di quasi quattro anni di guerra, il conflitto rimane in un punto critico. La promessa di Trump di una "fine rapida" non si è materializzata in una pace stabile; al contrario, c'è un'impasse con pressioni affinché l'Ucraina ceda territorio, il che ha fratturato l'unità della NATO.
Iran: Rapporti di intelligence di oggi segnalano che il rischio di confronto diretto rimane alto. I colloqui nucleari sono morti e gli Stati Uniti hanno aumentato la loro presenza navale nel Golfo Persico per dissuadere Teheran, mantenendo il petrolio volatile.
2. Impatto sull'Ecosistema Finanziario
Il sentimento del mercato oggi è Risk-Off (avversione al rischio), il che spiega i movimenti bruschi nei seguenti asset:
A. L'Ecosistema Cripto: Dal "Trump Bump" al "Trump Dump"
Il mercato delle criptovalute sta attraversando una correzione significativa oggi 10 febbraio 2026.
Bitcoin (BTC): Ha perso il supporto psicologico dei 70.000 USD e viene quotato in fasce vicine ai 58.000 - 65.000 USD (circa 57.600 EUR).
Causa: La presa di profitto massiva dopo il rally del 2025 e la delusione perché le normative "pro-cripto" promesse da Trump non sono avanzate così rapidamente come ci si aspettava, o hanno avvantaggiato solo attori istituzionali specifici.
ETFs: Si registrano uscite nette di capitale (outflows) negli ETF di Bitcoin spot, segnalando che l'investitore istituzionale sta ruotando verso asset più sicuri.
Stablecoins: Ci sono voci e controversie su progetti di stablecoins legati all'ambiente dell'amministrazione, il che genera sfiducia normativa.
B. L'Oro ("Il Roro") e Metalli Preziosi
Di fronte al calo degli asset digitali e all'incertezza commerciale, l'oro recupera il suo splendore come l'asset rifugio definitivo.
Oro (XAU/USD): Quotato in rialzo, consolidandosi vicino ai massimi storici. Le banche centrali (soprattutto cinesi e russe) continuano ad accumulare riserve fisiche per ridurre la loro dipendenza dal dollaro.
Altri Metalli: Rame e Argento: Mostrano volatilità. Anche se sono necessari per l'industria, la paura di un rallentamento della manifattura globale (a causa della guerra commerciale) limita i loro guadagni.
C. Il dollaro statunitense (Indice DXY)
Comportamento Misto: Il dollaro mostra debolezza rispetto all'Oro, ma forza rispetto a valute emergenti (come il Peso Messicano o lo Yuan) a causa dei dazi.
Tendenza: Esiste preoccupazione a lungo termine sulla sostenibilità del debito degli Stati Uniti sotto la politica fiscale espansiva di Trump, che oggi preme il biglietto verde verso il basso rispetto a valute forti come il Franco Svizzero.
3. Altri Paesi e Industrie Colpite
Le decisioni protezionistiche di Trump hanno "danni collaterali" chiari:
Industria Automobilistica (Germania, Giappone, Messico): Molto colpita dalla minaccia di dazi sulle importazioni di veicoli. Le azioni dei produttori europei e asiatici sono sotto pressione oggi.
Tecnologia e Semiconduttori (Taiwan - TSMC): La pressione per fabbricare "Made in USA" continua a influenzare le catene di approvvigionamento. Le restrizioni all'esportazione di chip verso la Cina riducono i ricavi delle grandi aziende tecnologiche.
Agricoltura (Stati Uniti e Brasile): Gli agricoltori statunitensi subiscono le ritorsioni della Cina (che ha smesso di acquistare soia statunitense). Questo avvantaggia indirettamente il Brasile, che diventa il principale fornitore alternativo per l'Asia.
Europa (Unione Europea): Intrappolata tra l'incudine e il martello. L'UE cerca di evitare una guerra commerciale totale con gli Stati Uniti, ma le politiche di "America Prima" stanno drenando investimenti industriali dal blocco europeo verso gli Stati Uniti.
Nota importante: Oggi la narrativa secondo cui "Trump è rialzista su tutto" si è rotta. Il mercato sta discriminando, punisce le criptovalute (per eccesso di acquisto precedente e mancanza di utilità reale immediata) e premia l'Oro (per paura geopolitica).
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