Il mercato immobiliare degli Stati Uniti ha raggiunto il suo livello di accessibilità più basso mai registrato, con i prezzi che superano di gran lunga i redditi. L'aumento dei tassi ipotecari, i prezzi delle case elevati e la stagnazione della crescita salariale hanno creato una grave pressione sull'accessibilità.

Le grandi metropoli come San Francisco, New York City e Los Angeles rimangono tra le più colpite — ma la pressione si sta diffondendo anche a città più piccole.

L'abitazione non riguarda solo la proprietà — influisce sulla ricchezza a lungo termine, sulla pianificazione della pensione e sulla stabilità economica complessiva. Gli analisti avvertono che senza una crescita significativa dei salari o correzioni dei prezzi, più americani potrebbero essere costretti a vivere in affitto a vita, con crescenti oneri debitori o a trasferirsi da regioni ad alto costo.

La grande domanda:

I prezzi si calmeranno — oppure stiamo entrando in una crisi abitativa prolungata che ristruttura l'economia degli Stati Uniti per anni?

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