La blockchain nelle votazioni non è fantasia, ma nemmeno una realtà di massa. Nel settembre 2025, viene applicata in scenari limitati: in DAO, protocolli Web3 e progetti pilota. Il suo obiettivo non è sostituire le schede, ma garantire verificabilità, trasparenza e protezione dalle manipolazioni.
🔹 Verificabilità: ogni voto è registrato in una catena immutabile. Il partecipante può assicurarsi che il suo voto sia stato conteggiato senza rivelare per chi ha votato.
🔹 Anonimato con prova: grazie alle zero-knowledge proofs è possibile confermare il diritto di voto senza rivelare l'identità.
🔹 Trasparenza del conteggio: tutti i voti sono disponibili per la verifica, ma non per la modifica. Questo è fondamentale per la gestione delle DAO e dei protocolli distribuiti.
🔹 Decentralizzazione: non c'è un server unico che possa essere violato o sostituito. Questo riduce i rischi di frode.
Nella pratica, il voto tramite blockchain è utilizzato in Uniswap, Arbitrum, Optimism: lì le decisioni vengono prese on-chain e chiunque può verificare il risultato. Nelle elezioni pubbliche, la tecnologia non è ancora ampiamente utilizzata: i requisiti per la privacy, l'UX e la validazione legale sono troppo elevati.
Risultato: la blockchain non è un sostituto delle urne, ma uno strumento di fiducia nelle comunità digitali. La sua forza sta nella verificabilità, e non nella scala.