Il membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) Yannis Stournaras ha segnalato un approccio cauto alla politica monetaria, affermando che ulteriori tagli dei tassi di interesse non sono giustificati a meno che non si verifichino cambiamenti significativi nell'inflazione o nella crescita economica. Parlando il 19 settembre 2025, il Governatore della Banca di Grecia ha sottolineato che l'inflazione della zona euro è sulla buona strada per avvicinarsi all'obiettivo del 2% della BCE entro il 2028, riflettendo un “buon equilibrio” nelle prospettive economiche. Le sue osservazioni, riportate da PANews, sottolineano l'impegno della BCE per la stabilità in mezzo a incertezze globali, comprese le variazioni della politica statunitense e le tensioni geopolitiche, mantenendo un approccio basato sui dati per le future decisioni sui tassi.

Un Approccio Misurato ai Tagli dei Tassi

Stournaras, una voce prominente nel Consiglio Direttivo della BCE composto da 26 membri, ha indicato che l'attuale posizione politica della banca centrale, con tassi di interesse chiave al 3,25% per il sistema di deposito, 3,40% per le operazioni di rifinanziamento principali e 3,65% per il sistema di prestito marginale, colpisce un equilibrio efficace. “Solo un cambiamento significativo nell'inflazione o nella crescita giustificherebbe un ulteriore allentamento,” ha dichiarato, escludendo la necessità di riduzioni immediate dei tassi nonostante i recenti rischi al ribasso. Ha descritto un potenziale ulteriore taglio di un quarto di punto come “simbolico al meglio,” suggerendo un impatto limitato sulle dinamiche di mercato.

Questa prospettiva cauta segue la decisione della BCE di mantenere i costi di prestito alle sue recenti riunioni, riflettendo la fiducia che le pressioni sui prezzi siano gestibili. Stournaras ha previsto un'andamento dell'inflazione dell'1,7% nel 2026, in aumento all'1,9% entro il 2027 e avvicinandosi al 2% entro il 2028, allineandosi con l'obiettivo a medio termine della BCE. Questa graduale convergenza, ha sostenuto, supporta la strategia della banca centrale di mantenere i tassi fermi a meno che non emergano significative interruzioni economiche.

Stournaras ha evidenziato fattori esterni, come le incertezze politiche statunitensi sotto la presidenza del Donald Trump nel suo secondo mandato, come potenziali rischi per le prospettive economiche della zona euro. Ha notato che le tariffe proposte da Trump potrebbero ridurre la crescita e l'inflazione se l'Europa evita ritorsioni, ma le contromisure potrebbero innescare un aumento dei prezzi, complicando la politica della BCE. “La cosa migliore per noi è aspettare e riconsiderare la nostra posizione una volta che le politiche della nuova amministrazione statunitense saranno chiare,” ha detto, sostenendo un approccio di attesa per evitare aggiustamenti prematuri.

Nonostante queste incertezze, Stournaras rimane ottimista sulla resilienza economica della zona euro. Dati recenti mostrano un'inflazione dell'1,8% nell'agosto 2025, al di sotto dell'obiettivo del 2% per la prima volta dal 2021, a sostegno della sua visione che la BCE si sta avvicinando al suo obiettivo di stabilità dei prezzi. Tuttavia, ha avvertito che gli effetti di base statistici, come il calo dei prezzi energetici in diminuzione, potrebbero temporaneamente spingere l'inflazione più in alto alla fine del 2025, necessitando di vigilanza.

Equilibrio tra Crescita e Inflazione

I commenti di Stournaras riflettono il delicato equilibrio della BCE tra la promozione della crescita economica e il controllo dell'inflazione. L'economia della zona euro ha mostrato segni di debolezza, con indicatori di fiducia descritti come “appena tra vita e morte” e crescita inferiore alle aspettative. Stournaras ha precedentemente sostenuto due tagli di un quarto di punto nel 2024, citando dati economici più deboli del previsto, ma ora vede la politica attuale come sufficiente a meno che le condizioni non peggiorino significativamente.

L'approccio dipendente dai dati della BCE, rafforzato da Stournaras, si allinea con la sua strategia di riunione per riunione, con le prossime proiezioni economiche a dicembre 2025 attese per guidare le future decisioni. Ha sottolineato che la crescita salariale e altre pressioni inflazionistiche rimangono variabili chiave, ma le tendenze attuali suggeriscono che l'inflazione rimarrà sotto il 2% per diversi anni, riducendo l'urgenza di ulteriori allentamenti.

Implicazioni per i Mercati e gli Investitori

Le osservazioni di Stournaras temperano le aspettative di tagli aggressivi ai tassi, influenzando il sentiment degli investitori in una zona euro che si confronta con un euro più forte e previsioni di crescita contenute. La previsione della BCE di un'inflazione dell'1,7% nel 2026 e dell'1,9% nel 2027, insieme alla prospettiva di Stournaras per il 2028, suggerisce un ambiente di politica monetaria stabile, a sostegno del valore dell'euro. Tuttavia, il suo riconoscimento delle potenziali interruzioni guidate dagli Stati Uniti introduce incertezza, con i mercati che prezzano una probabilità del 25% di un taglio di mezzo punto a dicembre 2025, in calo rispetto alle aspettative precedenti.

La posizione stabile della BCE contrasta con il recente taglio di un quarto di punto della Federal Reserve del 17 settembre 2025, evidenziando strategie monetarie divergenti. Mentre la Fed risponde alla debolezza del mercato del lavoro, il focus della BCE sulla stabilità dell'inflazione a medio termine riflette un approccio più conservativo, con Stournaras che sostiene il gradualismo per evitare la volatilità del mercato.

Guardando Avanti

Mentre la BCE naviga in un ambiente globale complesso, le prospettive di Stournaras sottolineano il suo impegno verso una politica basata sui dati e stabilità economica. Con un'inflazione prevista per avvicinarsi al 2% entro il 2028, la banca centrale sembra ben posizionata per mantenere i tassi attuali a meno che non emergano interruzioni significative. Le prossime riunioni della BCE in ottobre e dicembre 2025 saranno critiche, con la posizione cauta di Stournaras che probabilmente influenzerà le discussioni su come bilanciare crescita e inflazione.

Per investitori e responsabili politici, le osservazioni di Stournaras segnalano un periodo di relativa calma nella politica monetaria della zona euro, con flessibilità per adattarsi a sfide impreviste. Mentre la BCE monitora gli sviluppi globali e i dati nazionali, la sua mano ferma giocherà un ruolo fondamentale nel plasmare la traiettoria economica della zona euro fino al 2028 e oltre.

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