L'annuncio dei vincitori del premio Nobel per la fisica di quest'anno potrebbe sembrare lontano dal mondo delle criptovalute, ma proprio le loro scoperte hanno posto le basi per ciò su cui potrebbe un giorno poggiare il futuro della sicurezza delle blockchain.
John Clark, Michelle Devore e John Martinis hanno ricevuto il premio «per la scoperta del tunneling quantistico macroscopico e della quantizzazione dell'energia in un circuito elettrico».
Suona secco, ma questa scoperta è una rivoluzione che ha dimostrato: gli effetti quantistici agiscono non solo a livello atomico, ma anche nei circuiti elettrici ordinari che possono essere creati in laboratorio.
I loro esperimenti con circuiti superconduttori hanno dimostrato che questi schemi possono "comportarsi" come oggetti quantistici — con livelli energetici che possono essere controllati, e persino "tunnelare" attraverso le barriere, come gli elettroni negli atomi.
Ed è proprio da questo che sono nati i qubit superconduttori — il cuore dei moderni computer quantistici, su cui oggi stanno lavorando Google, IBM e altri.
Quello che prima era pura teoria è diventato tecnicamente realizzabile. E non è solo una curiosità scientifica — è la strada verso computer in grado di risolvere problemi che le attuali macchine non possono affrontare.
In particolare, quelli alla base della crittografia e della protezione delle blockchain. Un giorno, i calcoli quantistici potranno svelare gli algoritmi di crittografia classica — e per questo già oggi la comunità crittografica cerca soluzioni nel campo della sicurezza post-quantistica.
Se dovessimo dirlo in modo semplice — la scoperta di Clarke, Devore e Martinis è diventata un ponte tra il microcosmo e le tecnologie del futuro. È proprio grazie a loro che l'umanità ha imparato a controllare gli stati quantistici non in teoria, ma nella realtà.
E in questo — c'è la vera essenza del progresso: la comprensione delle leggi dell'Universo, che un giorno cambierà non solo la scienza, ma anche le basi stesse della civiltà digitale.


