“𝐄𝐥 𝐦𝐮𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐜𝐚𝐛𝐚 𝐝𝐞 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫 𝐞𝐧 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚… 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨́𝐦𝐢𝐜𝐚”

Il reloj economico globale ha iniziato il suo conto alla rovescia. Gli Stati Uniti e la Cina hanno superato una linea senza ritorno, scatenando la più grande conflittualità commerciale degli ultimi decenni.

In un comunicato sorprendente, il presidente Donald J. Trump ha accusato la Cina di inviare una “lettera ostile al mondo”, annunciando che a partire dal 1 novembre 2025 imporrà controlli all'esportazione massivi su quasi tutti i prodotti fabbricati nel suo territorio, inclusi materiali e tecnologie chiave per l'industria mondiale.

Washington ha risposto immediatamente con un dazio del 100 % sulle importazioni cinesi e restrizioni all'esportazione di software critico americano.

“È un'affronto morale ed economico senza precedenti”, ha dichiarato Trump, avvertendo che il suo paese non farà un passo indietro.

I mercati hanno reagito con panico: l'S&P 500 è sceso del 2,7 %, le materie prime hanno registrato la loro maggiore volatilità dell'anno e il dollaro è schizzato in alto. Gli analisti avvertono che siamo di fronte alla nascita di una nuova Guerra Fredda commerciale.

La Cina, che controlla oltre il 90 % della lavorazione delle terre rare, potrebbe usare il suo potere minerale come arma geopolitica. In risposta, gli Stati Uniti minacciano di bloccare l'accesso globale al proprio software e ai sistemi di intelligenza artificiale.

L'impatto potrebbe essere devastante: multinazionali intrappolate tra sanzioni incrociate, rottura delle catene di approvvigionamento e un’ondata inflazionaria che ridefinirebbe il costo della tecnologia e dell'energia.

A Wall Street e Zhongnanhai, la domanda risuona:

È iniziata la deglobalizzazione?

Per molti esperti, questo va oltre il commercio: è una dichiarazione di indipendenza tecnologica e finanziaria tra due imperi che non condividono più la stessa visione del mondo.

“Quello che stiamo vedendo oggi è l'inizio di una guerra fredda tecnologica con conseguenze reali, immediate e globali.”