$TRUMP
🚨 Goldman Sachs ha rilasciato un nuovo rapporto che contraddice direttamente le ripetute affermazioni di Donald Trump secondo cui i paesi stranieri stanno pagando per le sue tariffe. L'analisi rivela che, in realtà, i consumatori americani stanno sopportando la maggior parte del peso. Secondo Goldman Sachs, i consumatori statunitensi stanno già coprendo circa il 55% dei costi delle tariffe solo sei mesi dopo l'implementazione.
Trump ha a lungo insistito sul fatto che altre nazioni avrebbero assorbito i costi di queste tariffe, ma questi ultimi dati smontano quella narrazione. Da aprile, quando le tariffe sono state annunciate per la prima volta, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati costantemente, erodendo il potere d'acquisto delle famiglie e aumentando la pressione sull'inflazione. Gli economisti avvertono che molte aziende inizialmente sono riuscite a ritardare gli aumenti di prezzo facendo affidamento sulle scorte pre-tariffa, ma man mano che quelle forniture si esauriscono, i prezzi più alti seguiranno inevitabilmente per compensare i costi aggiuntivi.
Goldman Sachs prevede inoltre che l'inflazione potrebbe aumentare ancora di più se Trump procede con il suo piano per un altro giro di tariffe. La società stima che le tariffe abbiano già aggiunto circa lo 0,44% all'indice di inflazione preferito dalla Federal Reserve — un aumento significativo con ampie implicazioni economiche. Se l'amministrazione estende le tariffe ai beni di consumo quotidiani come mobili e prodotti da cucina, quella cifra potrebbe salire allo 0,6%, il che significa che i consumatori americani sopporterebbero fino al 70% dei costi totali delle tariffe.
I critici sostengono che nonostante le chiare evidenze economiche, Trump rimane riluttante a riconoscere l'impatto delle sue politiche o a riconsiderare le sue assunzioni. Nel frattempo, la sua famiglia continua a affrontare accuse di trarre profitto da affari internazionali discutibili, inclusi rapporti su un aereo da 400 milioni di dollari del Qatar legato alla sua rete.
Questo ultimo rapporto rinforza ciò che gli economisti hanno avvertito fin dall'inizio: le tariffe non sono pagate dai paesi stranieri, ma dai consumatori americani attraverso prezzi più alti, risparmi inferiori e pressioni inflazionistiche in aumento.
