🇷🇺 La Russia si muove verso la criminalizzazione delle operazioni con criptovalute 💰⚖️

In una proposta audace e controversa, la Camera Pubblica della Federazione Russa ha chiesto l'introduzione della responsabilità penale per le transazioni in criptovalute, classificando di fatto le operazioni con asset digitali come attività finanziaria illegale.

L'iniziativa richiama l'Articolo 88 del Codice Penale della RSFSR (1960), il decreto dell'era sovietica intitolato “Violazione delle norme sulle operazioni valutarie”, che imponeva severe sanzioni per le transazioni non autorizzate in valuta estera.

Secondo i membri della Camera Pubblica, la mossa è volta a frenare il massiccio flusso di capitali illeciti che si dice siano dirottati attraverso le criptovalute. Sostengono che “miliardi di denaro illegale” sono attualmente conservati o riciclati tramite asset digitali, rappresentando un rischio per la sicurezza nazionale e la stabilità finanziaria.

La proposta raccomanda inoltre che la supervisione delle operazioni con criptovalute venga posta sotto la giurisdizione del Servizio Federale di Sicurezza (FSB), ripristinando un livello di controllo centralizzato che ricorda la politica finanziaria sovietica.

Se adottata, la legislazione rappresenterebbe uno degli approcci più restrittivi alla finanza digitale a livello globale, potenzialmente isolando la Russia dall'economia globale delle criptovalute e segnando un ritorno a una rigorosa regolamentazione della valuta.

💡 Punto chiave: La posizione della Russia evidenzia il crescente divario globale tra le nazioni che abbracciano l'innovazione blockchain e quelle che si muovono per riaffermare il controllo statale sul denaro nell'era digitale.

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