ARK Invest è una società di gestione patrimoniale con sede a New York, negli Stati Uniti, fondata da Cathie Wood nel 2014. Il concetto centrale dell'azienda si concentra su "innovazione dirompente" (disruptive innovation), selezionando azioni basate su crescita a lungo termine e ricerca prospettica, investendo in settori avanzati come genomica, intelligenza artificiale, robotica e automazione, stoccaggio energetico, blockchain e altre tecnologie all'avanguardia. ARK Invest offre prodotti di investimento e approfondimenti di ricerca a investitori individuali e istituzionali tramite un insieme di fondi gestiti attivamente (come i fondi tematici settoriali ARK e vari ETF), posizionandosi con uno dei suoi marchi come "Conoscenza di ricerca attiva" (Active Research Knowledge). La fondatrice e CEO Cathie Wood è considerata una delle figure di spicco nel settore per la promozione degli investimenti innovativi. Per ulteriori informazioni ufficiali, è possibile visitare direttamente il sito ufficiale di ARK Invest e la sua pagina Big Ideas 2025 per ottenere materiali autorevoli.

  • Mercato dell'oro (Gold)

    La dimensione totale degli asset correlati all'oro a livello globale (riserve delle banche centrali, lingotti, gioielli, oro industriale, ecc.) è fissata attorno ai 180 trilioni di dollari. Il punto di vista di ARK è che il Bitcoin è più flessibile, trasparente, frazionabile e trasferibile rispetto all'oro; pertanto, una parte del valore dell'oro sarà gradualmente digitalizzata e si sposterà verso il 'gold digitale'. Attualmente, la quota di Bitcoin in questo mercato può essere considerata quasi zero. Ma nel miglior scenario possibile, ipotizzano che fino al 60% dei 'fondi di rifugio' si sposterà infine verso il Bitcoin, corrispondente a circa 10,08 trilioni di dollari in afflussi.

  • Allocazione degli Investimenti Istituzionali (Institutional Investment Allocation)

    Si riferisce al pool di asset che le grandi istituzioni globali (fondi pensione, compagnie di assicurazione, fondi sovrani, società di gestione patrimoniale, ecc.) possono allocare liberamente. ARK stima che entro il 2030 la dimensione di questo pool (escludendo la parte in oro) sarà di circa 200 trilioni di dollari. Attualmente, queste istituzioni tradizionali hanno allocato meno dello 0,1% in Bitcoin, trovandosi sostanzialmente nella fase di 'osservazione + esplorazione'. Ma con la legalizzazione, conformità e standardizzazione degli ETF Bitcoin spot, il Bitcoin sarà visto come 'asset alternativo'; in quel momento, le istituzioni dovranno teoricamente allocarlo secondo la moderna teoria del portafoglio. Nello scenario ottimista di ARK, il tasso di penetrazione potrebbe arrivare al 6,5%, corrispondente a circa 13 trilioni di dollari.

  • Valuta di rifugio dei mercati emergenti (Emerging Market Currency)

    Questo è il totale dell'offerta di moneta (M2) dei paesi in via di sviluppo, che si stima sia di circa 68 trilioni di dollari entro il 2030. Queste economie affrontano spesso problemi di svalutazione a lungo termine della propria moneta, controlli sui capitali, alta inflazione e fluttuazioni dei tassi di cambio. Il giudizio di ARK è che, per le persone di questi paesi, il Bitcoin rappresenti un mezzo di conservazione del valore portatile, a basso costo di accesso e transfrontaliero, con un potenziale di rivalutazione persino maggiore rispetto alla detenzione di contante in dollari. L'attuale tasso di penetrazione reale in questo segmento è praticamente zero; in uno scenario ottimista, entro il 2030 potrebbe raggiungere il 6%, corrispondente a circa 4,8 trilioni di dollari che entreranno nella rete Bitcoin.

  • Riserve di valuta estera dei vari paesi (State Reserves)

    Qui si fa riferimento alle riserve di valuta estera detenute dai governi dei vari paesi (escluse le riserve d'oro), la cui dimensione sarà di circa 15 trilioni di dollari entro il 2030. ARK afferma che se una grande nazione fosse la prima a includere il Bitcoin tra le proprie riserve strategiche, gli altri paesi sarebbero costretti a seguirne l'esempio, creando una 'corsa agli armamenti in Bitcoin'. In questo scenario, il Bitcoin passerà da 'asset privato' a 'asset geopolitico'. Il tasso di penetrazione ottimista indicato da loro è di circa il 7%, ovvero circa 1,05 trilioni di dollari.

  • Riserva di liquidità aziendale (Corporate Cash Allocation)

    Il denaro e gli equivalenti di cassa delle aziende a livello globale, che saranno di circa 7 trilioni di dollari entro il 2030. L'operazione classica di MicroStrategy - convertire i fondi della tesoreria aziendale in Bitcoin - è vista come un paradigma. Se questa strategia continua a dimostrarsi vantaggiosa per gli azionisti, più aziende seguiranno, allocando una parte della loro liquidità aziendale in Bitcoin. Attualmente, il tasso di penetrazione in questo settore è inferiore all'1%, con solo alcune decine di società quotate e circa 55 miliardi di dollari coinvolti nel Bitcoin. Lo scenario ottimista di ARK presume che il tasso di allocazione a livello aziendale possa salire al 10%, corrispondente a circa 0,7 trilioni di dollari.

  • Ecosistema nativo della blockchain (Native Ecosystem)

    Si riferisce al sistema finanziario nativo che si è formato attorno alla rete crittografica stessa, come servizi finanziari on-chain, reti di secondo livello, meccanismi di collateralizzazione/staking, reti di pagamento, ecc. Attualmente, l'intera dimensione di questo segmento è di circa 35 miliardi di dollari, molto piccola. Ma se in futuro questa parte cresce a un tasso di circa il 60% all'anno, potrebbe trasformarsi in un pool di domanda di circa 0,454 trilioni di dollari dopo 6 anni. In altre parole, questo segmento rappresenta una 'domanda endogena', ovvero la capacità di assorbimento di fondi generata dall'autosufficienza e dall'amplificazione del sistema stesso.