La Federal Reserve immette 50,35 miliardi di dollari nei mercati tramite operazioni di repo, sollevando preoccupazioni sullo stress di liquidità sottostante.

La Federal Reserve (Fed) ha iniettato 50,35 miliardi di dollari nel sistema tramite la sua Struttura di Repo Permanente venerdì. Questa mossa arriva in mezzo a significative necessità di garanzia di fine mese. L'incidente solleva preoccupazioni sulle condizioni di liquidità. La Fed continua a insistere che le condizioni di mercato rimangono robuste con "riserve abbondanti."

L'aumento dell'attività di Repo

L'infusione di 50,35 miliardi di dollari segna un massimo storico per la Struttura di Repo Permanente. La struttura di reverse repo ha contemporaneamente ricevuto 51,8 miliardi di dollari. Questo indica che l'intervento della Fed non è stato isolato.

Questo sforzo coordinato mira a rispondere ai bisogni di liquidità a breve termine che si verificano alla fine di ogni mese. Questo è generalmente il momento in cui le istituzioni finanziarie affrontano requisiti di garanzia più elevati.

Il Facility di repo permanente, progettato per fornire prestiti overnight ai principali intermediari in cambio di titoli del Tesoro, agisce come strumento fondamentale per gestire le carenze di liquidità a breve termine.

Gli analisti avvertono di una crisi di liquidità imminente

Nonostante la posizione della Fed secondo cui queste operazioni facciano parte della gestione ordinaria del mercato, gli analisti stanno iniziando a chiedersi se queste misure siano indicative di problemi di liquidità più profondi.

Un importante analista suggerisce che queste manovre non sono semplici aggiustamenti minori, ma potrebbero segnalare una crisi di liquidità emergente che la banca centrale sta cercando di contenere prima che si diffonda ulteriormente.

Il commento dell'analista evidenzia un modello importante. Egli indica lo stress che si sta accumulando nel sistema. Questo era anche evidente durante la crisi del repo del 2019, quando la Fed intervenne in modo simile per colmare le lacune prima che le pressioni si diffondessero ulteriormente nel sistema finanziario.

L'analista ritiene che l'intervento aggressivo della Fed, anche di fronte a deficit record e tassi d'interesse elevati, segnali un rafforzamento delle condizioni sottostanti.

Passiamo al giorno d'oggi, e le attuali iniezioni di repo, sebbene presentate come parte di "riserve abbondanti", stanno attirando l'attenzione su possibili crepe nel sistema. Ciò è particolarmente vero alla luce dell'aumento dei deficit e del generale rafforzamento della politica monetaria.

Il grafico degli accordi di riacquisto a breve termine (repo) illustra chiaramente questo modello di picchi improvvisi. Sebbene spesso minimizzati all'inizio, questi picchi hanno alla fine portato a ripercussioni più ampie sui mercati.

Accordi di riacquisto della FED

L'intervento del venerdì non è un evento isolato, ma un proseguimento degli sforzi continuativi della Fed per gestire la liquidità a breve termine. Ciò avviene mentre si naviga in un contesto economico sempre più fragile.

Confronto dell'attività repo con il tasso dei fondi federali

Guardando un confronto a lungo termine tra il tasso dei fondi federali di Powell e l'indice S&P 500, vediamo che le brusche oscillazioni del tasso dei fondi federali, specialmente in periodi di crisi economica o stress di mercato, si correlano fortemente con i cali dell'indice S&P 500.

Il periodo successivo alla crisi finanziaria del 2008, alla recessione provocata dalla pandemia del 2020 e all'attuale contesto inflazionistico dimostra tutti come le politiche aggressive della Fed possano influenzare le prestazioni complessive dei mercati.

Tasso FUND

Ciò che balza agli occhi dal grafico è la relazione inversa tra gli aumenti dei tassi della Fed e le prestazioni dell'S&P 500, che negli ultimi anni ha faticato a superare il Bitcoin. Storicamente, quando la Fed alza i tassi o inietta grandi quantità di liquidità nel sistema, ciò spesso segnala uno stress economico.

In alcuni casi, come durante i mercati ribassisti del 1974 e del 1981-82, aumenti aggressivi dei tassi e iniezioni di liquidità sono stati precedenti a grandi crolli di mercato. Lo stesso potrebbe dirsi per l'attuale contesto, in cui l'aumento dell'attività repo potrebbe essere un segnale premonitore di ulteriore volatilità di mercato.

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