Il vincitore del Premio Nobel per l'Economia Paul Krugman nel suo blog su Substack afferma che il recente crollo del Bitcoin è "la discesa dell'accordo di Trump". Secondo lui, il mercato delle criptovalute è diventato "una scommessa sul trumpismo": con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025, il Bitcoin è salito a un massimo storico di $126.000, grazie alla politica pro-cripto del presidente, che ha guadagnato milioni dall'industria attraverso investimenti familiari. Trump ha promesso un "riserva strategica di criptovalute" e un allentamento delle regolamentazioni, che ha alimentato l'hype.

Ma dall'autunno i consensi per Trump stanno calando a causa delle controversie sulla guerra commerciale con la Cina, la sanità e l'economia. Il 10 ottobre le minacce a Pechino hanno causato liquidazioni per $19 miliardi, e Bitcoin è crollato del 20%. Oggi $BTC vale circa $90.000 — meno 30% dal picco, con un minimo di $81.000 la scorsa settimana. Krugman cita il giornalista Josh Marshall: "Il potere è unico" — l'indebolimento di Trump su un fronte lo indebolisce ovunque, inclusa la crypto.

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L'economista critica Bitcoin come un attivo volatile senza reali casi d'uso, simile ai tech stock, ma dipendente dai "regali" politici. La famiglia Trump ha perso $1 miliardo in investimenti in criptovalute. Le previsioni sono ottimistiche: sulla piattaforma Myriad la probabilità di $100.000 è del 70%. Questa analisi sottolinea come la politica detti i mercati.

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