#BinanceBlockchainWeek #BTCvsGold

Nel dibattito "Bitcoin VS Oro Tokenizzato", sostengo chiaramente il Bitcoin come una riserva di valore superiore e la valuta del futuro.

L'oro, come tradizionale asset di rifugio, ha un consenso millenario, ma le sue proprietà fisiche comportano barriere per lo stoccaggio, la suddivisione e la verifica. L'oro tokenizzato (come PAXG) ha sicuramente migliorato la liquidità, ma rimane essenzialmente un asset centralizzato, che dipende dalla custodia istituzionale e da un quadro normativo, senza liberarsi del modello di fiducia della finanza tradizionale.

Il Bitcoin rappresenta una vera e propria transizione paradigmatica: garantisce scarsità (fissa a 21 milioni di unità) attraverso la matematica e la crittografia, senza dover dipendere da alcun ente o istituzione. Le sue caratteristiche di decentralizzazione, resistenza alla censura e circolazione globale lo rendono una "moneta forte" più pura nell'era digitale. Soprattutto in un contesto di svalutazione delle valute globali e turbolenze geopolitiche, la portabilità, la programmabilità e il registro trasparente del Bitcoin conferiscono un adattamento che supera quello dell'oro.

Nel breve termine, l'oro e l'oro tokenizzato potrebbero ancora soddisfare parte della domanda di rifugio; ma nel lungo termine, il Bitcoin sta assorbendo la narrazione del "gold digitale" e sta diventando gradualmente un candidato per una nuova generazione di asset di riserva globale. Questa competizione non è una semplice sostituzione, ma una collisione tra il vecchio sistema e il nuovo paradigma — e io scelgo di stare dalla parte del Bitcoin, che rappresenta la finanza aperta e la sovranità autonoma.