Il nucleo di questo dibattito è il conflitto tra due "modelli di affidabilità", senza un'assoluta giustezza o errore. Se visto dal punto di vista dell'allocazione degli asset degli investitori comuni e dell'adattamento al rischio, è più adatto combinare i due in modo complementare, piuttosto che scegliere tra uno o l'altro. Di seguito è un'analisi specifica:

1. La logica centrale delle due posizioni: una parte è rappresentata da Peter Schiff, sostenitore dell'oro tokenizzato, la cui posizione si concentra sull'affidabilità fisica, ritenendo che la scarsità dell'oro e il consenso sul suo valore millenario siano garanzie naturali. L'oro tokenizzato risolve il problema della difficoltà di frazionamento e della scarsa circolazione dell'oro fisico, rappresentando un aggiornamento digitale dell'oro tradizionale, combinando valore fisico e facilità della blockchain. L'altra parte è rappresentata da CZ, sostenitore del Bitcoin, il cui nucleo è l'apprezzamento dell'affidabilità del sistema. Il Bitcoin, come asset nativo sulla catena, si basa su codice e consenso distribuito per realizzare la disintermediazione, con un limite di offerta fisso che garantisce la scarsità, senza dipendere da alcuna istituzione, evitando il rischio di credito centralizzato dell'oro tokenizzato.

2. Le carenze centrali di entrambe le parti: i difetti del Bitcoin si concentrano su forti fluttuazioni dei prezzi e differenze significative nelle politiche di regolamentazione in tutto il mondo, con alcune restrizioni regionali che possono influenzare la sua circolazione e il suo scambio; allo stesso tempo, problemi come la perdita della chiave privata e gli attacchi hacker possono portare a rischi di perdita di asset. Sebbene l'oro tokenizzato abbia una volatilità più bassa, non può sfuggire alla dipendenza centralizzata, il cui valore si basa completamente sulla veridicità delle riserve d'oro del soggetto emittente e sulla sua capacità di rimborso, potendo presentare problemi in situazioni estreme come audit delle riserve non trasparenti e impossibilità di convertire in oro fisico in misura sufficiente, presentando rischi di custodia e credito.

3. Una visione razionale da una prospettiva neutra: i due non sono in competizione, ma possono formare una complementarità di allocazione. Se si desidera perseguire alti rischi e alti rendimenti, dando valore alla resistenza alla censura e al controllo autonomo sugli asset, il Bitcoin è una scelta appropriata; se si desidera effettuare una copertura del rischio più prudente, puntando alla stabilità del valore, l'oro tokenizzato può diventare la "zavorra" del portafoglio d'investimento. Inoltre, con una maggiore partecipazione istituzionale e una regolamentazione sempre più chiara, i casi d'uso dei due si differenzieranno ulteriormente; l'oro tokenizzato potrebbe adattarsi meglio a scenari di fusione tra finanza tradizionale e DeFi, mentre il Bitcoin continuerà a consolidare la sua posizione come deposito di valore nel campo degli asset digitali. #BinanceBlockchainWeek #BTCVSGOLD