Motori del rialzo e motivazioni d'investimento
Michael Widmer, analista di Bank of America, ha affermato che le previsioni di un continuo rialzo o la volontà di diversificare i portafogli d'investimento sono alla base dell'ondata di acquisti, insieme al deficit finanziario americano, ai tentativi di ridurre il deficit della bilancia dei pagamenti e alla politica del dollaro debole.
Philippe Neumann, amministratore delegato di Metals Fox, ha spiegato che i prezzi ricevono un supporto aggiuntivo dalle preoccupazioni relative all'indipendenza della Federal Reserve, dalle dispute commerciali legate ai dazi e dalle tensioni geopolitiche, inclusa la guerra in Ucraina e il rapporto tra la Russia e i paesi della NATO in Europa.
Gli analisti ritengono che questi fattori combinati abbiano creato un ambiente eccezionale che ha spinto l'oro a superare i suoi ruoli tradizionali come strumento di copertura a breve termine, diventando un elemento centrale nelle strategie di investimento a lungo termine.
Le banche centrali rafforzano le basi del ciclo rialzista
Per il quinto anno consecutivo, la diversificazione delle riserve delle banche centrali lontano dagli asset denominati in dollari fornisce una solida base di supporto per l'oro nel 2026, poiché queste banche tendono ad acquistare quando i prezzi scendono o quando l'inerzia degli investimenti diminuisce.
Gregory Shearer, capo della strategia delle materie prime e preziose di JP Morgan, ha osservato che la domanda continua da parte delle banche centrali sta portando il livello di supporto dei prezzi dell'oro a livelli molto più alti rispetto al passato, consentendo il proseguimento del ciclo rialzista in un ambiente più stabile in termini di concentrazione degli investitori.
Le stime di JP Morgan indicano che il mantenimento della stabilità dei prezzi richiede una domanda trimestrale da parte delle banche centrali e degli investitori di circa 350 tonnellate, mentre la banca prevede che la domanda media sarà di circa 585 tonnellate per trimestre durante il 2026.
Previsioni sui prezzi e cambiamento nel comportamento degli investitori
Le partecipazioni degli investitori in oro come percentuale del totale degli asset gestiti sono aumentate al 2,8% rispetto a livelli dell'1,5% prima del 2022, il che Shearer considera un livello elevato, ma non rappresenta necessariamente un tetto definitivo.
Morgan Stanley prevede che il prezzo dell'oro raggiungerà i 4500 dollari l'oncia entro metà 2026, mentre JP Morgan prevede un prezzo medio superiore ai 4600 dollari nel secondo trimestre e oltre 5000 dollari nel quarto trimestre, mentre Metals Focus prevede che il prezzo raggiunga i 5000 dollari entro la fine del 2026.
D'altra parte, gli analisti di Macquarie ritengono che il ritmo di crescita potrebbe essere meno intenso nel 2026 con un miglioramento relativo della stabilità economica globale, un rallentamento del quantitative easing e tassi di interesse reali rimasti relativamente elevati, prevedendo un prezzo medio di 4225 dollari.
Oro e copertura contro i rischi azionari
Il Bank for International Settlements ha indicato che la contemporanea crescita dei prezzi dell'oro e delle azioni globali è un fenomeno raro che non si è registrato da almeno 50 anni, sollevando interrogativi sulle possibilità di una bolla speculativa in entrambi i mercati.
Gli analisti ritengono che parte della domanda di oro quest'anno sia stata motivata come copertura contro le possibilità di correzioni brusche nei mercati azionari, in un contesto di crescenti tensioni commerciali e conflitti tra alleati tradizionali, oltre alla guerra in Ucraina.
Tuttavia, questo fattore rimane un'arma a doppio taglio, poiché le correzioni violente nei mercati azionari possono talvolta spingere gli investitori a vendere asset sicuri, incluso l'oro, per coprire le perdite o soddisfare le esigenze di liquidità.
Rallentamento della domanda dei consumatori e risposta dell'offerta
Si prevede che gli acquisti delle banche centrali e i flussi di fondi indicizzati supportati dall'oro rallentino nel prossimo anno, mentre l'industria della gioielleria sta subendo pressioni dopo un calo della domanda del 23% nel terzo trimestre.
Amy Johr, esperta di strategie sulle materie prime di Morgan Stanley, ha affermato che le scene delle file in Australia e in Europa durante ottobre potrebbero riflettere un cambiamento dall'acquisto di gioielli all'investimento in lingotti e valute d'oro, una tendenza che potrebbe continuare l'anno prossimo.
D'altra parte, Philip Newman ha osservato che la domanda di lingotti e valute non ha ancora visto ampie operazioni di realizzo dei profitti dopo l'aumento di ottobre, suggerendo che un nuovo rialzo dei prezzi potrebbe portare a un'ulteriore ondata di acquisto.
Incontro tra oro e criptovalute
L'orientamento della Federal Reserve verso il quantitative easing ha portato un nuovo e prominente investitore istituzionale nel mercato dell'oro, rappresentato dalla società di criptovalute Tether, emittente della più grande stablecoin al mondo.
I rapporti trimestrali hanno mostrato che Tether ha acquistato circa 26 tonnellate di oro nel terzo trimestre, il che equivale a cinque volte quanto dichiarato dalla banca centrale cinese in acquisti nello stesso periodo.
Nonostante l'importanza di questo passo, gli analisti ritengono che l'adozione di questo modello rimanga incerta, soprattutto in assenza di un'inclusione dell'oro come asset di riserva riconosciuto per le stablecoin nella legislazione americana attuale, mentre potrebbe arrivare un ulteriore impulso dall'Asia dopo che l'India ha consentito a alcuni fondi pensione di investire in fondi di oro e argento e la Cina ha parzialmente aperto il mercato alle compagnie di assicurazione per acquistare oro, anche se questi acquisti rimangono limitati fino ad ora.
