I membri della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti hanno redatto un progetto di legge che mira a esentare le transazioni di stablecoin inferiori a 200 dollari dalla tassa sulle plusvalenze.
Questo passo legislativo mira a facilitare l'uso delle stablecoin come USDT, USDC e PYUSD nelle transazioni quotidiane, come acquistare un caffè o pagare bollette semplici.
Il problema attuale è che l'IRS (Internal Revenue Service) considera qualsiasi uso di criptovalute come una vendita di un bene, il che obbliga l'utente a calcolare le plusvalenze e a dichiararle anche per transazioni molto piccole.
La soluzione proposta è esentare queste piccole transazioni dalle complicazioni fiscali, con l'obiettivo di incoraggiare l'adozione di valute stabili come mezzo di pagamento simile al contante.
Ecco un punto importante che deve essere chiarito a Samida e al suo gruppo, anche se non sono cittadini americani:
Quando usi una criptovaluta all'interno dell'ecosistema con la speranza che il suo valore aumenti — che potrebbe arrivare, con il permesso di Dio, a migliaia di dollari — in questo caso sei un investitore, non solo un utente di un mezzo di pagamento.
Pertanto, sei obbligato a pagare l'imposta sulle plusvalenze quando realizzi un profitto, poiché hai effettivamente investito il tuo capitale, a differenza del consiglio di “Cortim” che ripete sempre di non investire il capitale. Se decidi di correre rischi, sarebbe meglio consultare un avvocato esperto in leggi fiscali.
Questa è l'America con le sue leggi rigorose e organizzate.
Figuriamoci le decisioni e le legislazioni del resto del mondo.$XRP
