Le voci su un possibile collasso di una grande banca statunitense a causa di una chiamata ai margini sull'argento si sono diffuse ampiamente su X la scorsa settimana, ma non ci sono prove credibili a sostegno di questo scenario. Il vero catalizzatore è stata la decisione del CME di aumentare i requisiti di margine per i contratti sull'argento a partire dal 29 dicembre, in mezzo a un forte aumento della volatilità del mercato.
Requisiti di margine più elevati hanno costretto gli investitori con leva a postare ulteriori garanzie o ridurre le posizioni, innescando ondate di vendite forzate. Questa pressione è aumentata rapidamente poiché i contratti futures sull'argento sono grandi rispetto al capitale postato come margine, il che significa che anche piccoli movimenti di prezzo possono creare stress di liquidità significativo per le posizioni aperte.
Il cambiamento ha innescato un rapido deleveraging e presa di profitto, facendo scendere i prezzi dell'argento COMEX fino all'11% in una sola sessione. Non ci sono stati avvisi dal CME che indicassero un default di un membro di clearing, né alcuna conferma da parte dei regolatori o dei principali media di una liquidazione bancaria notturna.
Allo stesso tempo, il mercato dell'argento era già diventato affollato, poiché il capitale fluiva sulle aspettative di bene rifugio e sulla crescente domanda industriale, spingendo l'implied volatility a salire bruscamente. Una volta che le condizioni di trading si sono inasprite, il deleveraging ha accelerato, portando a una profonda e rapida inversione dei prezzi. Nel complesso, l'episodio suggerisce che la recente volatilità dell'argento è in gran parte guidata dalla meccanica del mercato dei derivati e dal posizionamento speculativo, piuttosto che da uno shock finanziario sistemico.
Aggiungendo ulteriore inquietudine tra gli investitori, la mossa della Cina di inasprire ufficialmente i controlli sulle esportazioni di argento a partire dal 1 gennaio 2026 ha ulteriormente complicato le prospettive per il metallo.