Ethereum continua a muoversi lateralmente, limitando il momentum rialzista mentre la convinzione del mercato rimane fragile. ETH fatica a stabilire una tendenza chiara, mantenendo il prezzo compresso vicino a livelli tecnici chiave.
Con segnali interni contrastanti, attualmente la leader delle altcoin sembra dipendere sempre più da catalizzatori esterni per innescare una rottura decisa.
La fiducia di Bitmine nel valore di Ethereum raggiunge un nuovo massimo
Bitmine ha recentemente comunicato di aver iniziato a fare staking di Ethereum dalle sue riserve societarie, rafforzando la fiducia di lungo periodo nella rete. Attualmente la società detiene 4,11 milioni di ETH, circa il 3,41% della fornitura circolante totale. Questa allocazione strategica posiziona Bitmine tra i maggiori detentori istituzionali di Ethereum a livello globale.
Del totale delle sue riserve, circa 40.627 ETH, dal valore di 1,2 miliardi di dollari, sono già stati messi in staking. Bitmine prevede inoltre di espandere ulteriormente le operazioni di staking attraverso la futura Made in America Validator Network, o MAVAN, in programma per l’inizio del 2026.
“Su larga scala (quando tutto l’ETH di Bitmine sarà interamente messo in staking tramite MAVAN e i suoi partner), la commissione annua per lo staking di ETH è pari a 374 milioni di dollari (utilizzando il 2,81% CESR), cioè più di 1 milione di dollari al giorno,” ha dichiarato Tom Lee di Galaxy Digital e investitore privato.
Entrano in considerazione le azioni degli holder di Ethereum
Il comportamento degli investitori sul mercato di Ethereum resta diviso. I detentori di lungo periodo, spesso considerati l’ossatura strutturale dell’asset, hanno ripreso ad accumulare dopo mesi di distribuzione costante. Questo cambiamento segue quasi cinque mesi di deflussi stabili che avevano indebolito la stabilità dell’offerta a lungo termine.
Il rinnovato trend HODLer è positivo per le prospettive di recupero di Ethereum. La resilienza dei detentori di lungo periodo spesso riduce la volatilità nei periodi di incertezza. Il ritorno dell’accumulazione suggerisce una maggiore fiducia.
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L’attività delle balene, invece, segnala tutt’altro. Negli ultimi cinque giorni, gli indirizzi con un saldo tra 100.000 e 1 milione di ETH hanno venduto circa 270.000 ETH. Ai prezzi attuali, questa distribuzione supera 793 milioni di dollari, aggiungendo una pressione significativa sull’offerta.
Questo comportamento indica una certa preoccupazione tra i grandi detentori riguardo ai rischi di ribasso nel breve periodo. Le vendite delle balene spesso riflettono una posizione difensiva più che una convinzione ribassista marcata. Tuttavia, la riduzione dell’esposizione suggerisce una fiducia limitata in una ripresa immediata.
Il prezzo di Ethereum si trova a 2.941 dollari all’interno di un pattern a triangolo asimmetrico, segnalando indecisione. Il prezzo resta compresso tra la resistenza vicino a 3.000 dollari e il supporto in area 2.902 dollari. Questo range sempre più ristretto riflette un equilibrio tra pressioni di acquisto e di vendita, con una volatilità in progressiva riduzione man mano che il pattern matura.
I segnali contrastanti degli investitori offuscano la direzione di breve periodo, ma la strategia di staking aggressiva di Bitmine introduce una narrativa rialzista. Un ottimismo duraturo potrebbe aiutare ETH a riconquistare i 3.000 dollari e puntare verso i 3.131 dollari entro l’inizio del gennaio 2026. Dunque, una rottura confermata richiederebbe una chiusura decisa sopra 3.131 dollari.
Il mancato allineamento del sentiment generale con la visione di Bitmine potrebbe portare a una correzione. Inoltre, un calo sotto i 2.902 dollari invaliderebbe la struttura, esponendo Ethereum a una discesa verso i 2.796 dollari. Un simile movimento potrebbe avviare una fase ribassista di breve periodo, minando le aspettative di recupero.


