A partire dal 1 gennaio 2026 (domani!), il Messico implementa nuove tariffe doganali approvate dal Congresso all'inizio di dicembre 2025 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre. Questi dazi colpiscono oltre 1.463 linee di prodotto da paesi senza accordi di libero scambio (non-FTA), colpendo principalmente la Cina (secondo partner commerciale del Messico), ma anche l'India, la Corea del Sud, la Thailandia, l'Indonesia e altri.

Tassi doganali: per lo più fino al 35%, con picchi al 50% per settori sensibili come automobili e alcuni pezzi di ricambio.

Settori Colpiti: Tessuti, abbigliamento, calzature, acciaio, plastica, elettronica, elettrodomestici, mobili, giocattoli, vetro, alluminio e altro.

Impatto Commerciale: Copre ~8-10% delle importazioni totali del Messico; la Cina ha affrontato ~$130B in esportazioni verso il Messico nel 2024, creando un enorme deficit.

Il Presidente Claudia Sheinbaum enfatizza la protezione per oltre 325.000-350.000 posti di lavoro messicani, il rilancio della manifattura domestica, la concorrenza leale contro le importazioni sovvenzionate e maggiori entrate governative (~$3.8B nel 2026 per aiutare l'equilibrio fiscale).

Sfondo Chiave & Reazioni

Spinta Nazionale: Parte del "Piano Messico" per la sovranità industriale e la sostituzione delle importazioni in mezzo alle sfide post-pandemia.

Contesto Geopolitico: Ampiamente visto come allineamento con le pressioni statunitensi sotto l'amministrazione Trump in arrivo. Mira a prevenire il "trasbordo" cinese (dirottamento delle merci tramite il Messico per evitare i dazi statunitensi) prima della revisione USMCA del 2026.

Posizione della Cina: Pechino si oppone fermamente, definendolo "protezionismo unilaterale" che danneggia i legami bilaterali; esorta a un'inversione e accenna a un monitoraggio per contromisure.

Preoccupazioni Aziendali: Importatori/dettaglianti messicani avvertono di interruzioni nella fornitura e inflazione; settore automobilistico misto (sostegno sui veicoli finiti ma preoccupazioni per i costi delle parti).

Previsioni Dettagliate per il 2026 & Oltre

Breve Termine (Q1 2026): Aumenti immediati dei prezzi sui beni di consumo (abbigliamento +10-20%, elettronica/elettrodomestici +5-15%, veicoli più costosi); frenesia di accumulo e potenziali carenze nei primi mesi.

Impatto sui Consumi & Inflazione: Pressione inflazionistica moderata (stima di un aumento complessivo dell'IPC dello 0,5-1%), colpendo maggiormente le famiglie a basso reddito tramite fast-fashion (ad es., Shein/Temu) e gadget.

Cambiamenti nella Catena di Fornitura: "Nearshoring" accelerato – maggiore FDI in Messico da parte di aziende statunitensi/europee/asiatiche che si trasferiscono per qualificarsi per le zero-tariffe USMCA; impulso per l'integrazione nordamericana.

Rischio di Escalation Commerciale: Probabilità bassa-media di ritorsioni cinesi (ad es., dazi sulle esportazioni messicane come auto, minerali, agricoltura); potrebbe tensionare le relazioni ma improbabile una guerra commerciale totale.

Leva USMCA: Rafforza la posizione negoziale del Messico nella revisione del 2026; possibili concessioni statunitensi (ad es., sollievo sui contingenti di acciaio/alluminio) in cambio di una riduzione dell'influenza cinese.

Prospettiva a Lungo Termine: Manifattura messicana rivitalizzata in settori chiave; crescita dell'occupazione in tessuti/acciai/auto; effetto "Fortezza Nord America" che riduce la quota di mercato cinese; ma rischi di costi più elevati che erodono la competitività se non gestiti.

Questo segna un cambiamento protezionista cruciale nel commercio globale – bilanciando la protezione dei posti di lavoro con il potenziale dolore per i consumatori e le ripercussioni diplomatiche. Come si rifletterà su prezzi, posti di lavoro e catene di approvvigionamento nordamericane? Rimanete sintonizzati! 💼🔥🌍 #TraderAlert #maxicotariff #ChinaTrade #USMCA #globaleconomy