Considerare il benevolenza come un cortesia sociale verso gli altri è il nostro più grande malinteso; in realtà è un salvagente per noi stessi.

Anche io mi sono chiesto perché sia sempre io a essere sfortunato? Poi ho capito: quel cosiddetto abisso non era altro che il destino che trovava il mio contenitore troppo piccolo per accogliere la fortuna in arrivo, costringendomi così a espandere il mio orizzonte. In questo processo, cercare fuori di sé è una tecnica; anche se impari tutte le abilità di comunicazione, se dentro non hai risolto i tuoi problemi, le parole che dici avranno sempre un tono pungente.

Cercare dentro di sé è la vera via.

Non più tormentarsi tutta la notte per una frase detta male, non più giudicarsi interamente negativamente per un solo ritardo. Anche se rovini un progetto, la prima reazione non sarà insultarti per essere stupido, ma andare giù a comprare una tazza di tè caldo per calmare quel bambino spaventato dentro di te.

Solo quando poserai via il coltello puntato contro te stesso, le ferite cominceranno a guarire.