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La crisi del Venezuela non è più solo una questione di un paese, è diventata una "guerra energetica". L'oligarca russo Oleg Deripaska ha lanciato un serio avvertimento al mondo.
La sua posizione è chiara: se gli Stati Uniti riescono a controllare le immense riserve petrolifere del Venezuela (più di 300 miliardi di barili), le conseguenze potrebbero essere devastanti per la Russia.
Scoprite qui come questa equazione cambierà il mondo:
1. Il piano 'superpotenza' degli Stati Uniti (Il controllo del 50%)
Calcolo: il Venezuela possiede il più grande serbatoio di petrolio al mondo.
Paura: secondo Deripaska, se gli Stati Uniti ne avessero il controllo, gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita insieme controllerebbero circa il 50% dell'offerta globale di petrolio. Ciò significherebbe che Washington potrebbe abbassare o alzare i prezzi del petrolio quando vuole.
2. Attacco diretto alla Russia (Impatto sulla Russia)
L'economia russa dipende esclusivamente dall'esportazione di petrolio e gas.
Rischio: se gli Stati Uniti immettessero sul mercato il petrolio del Venezuela, l'offerta aumenterebbe (sovraproduzione) e i prezzi crollerebbero.
Risultato: un petrolio a basso prezzo significa una drastica riduzione delle entrate della Russia. Per la Russia, già sotto sanzioni, sarà un duro colpo economico.
3. La visione d'insieme e l'angolo crittografico (La grande immagine)
Non si tratta solo di petrolio, è una guerra delle valute e del commercio.
Mercato: guerra energetica (Energy Warfare) influenzerà l'inflazione globale e il commercio.



Monitoraggio cripto: quando c'è una guerra tra valute fiat e materie prime, gli investitori cercano opportunità anche in asset ad alto rischio come $BTTC e $BOME e in nuovi asset come $BROCCOLI.
Conclusione:
Dietro le quinte si sta svolgendo un gioco molto grande. Gli Stati Uniti stanno rafforzando il loro controllo, mentre la Russia è sotto pressione. Prepararsi alla volatilità che arriverà nei mercati energetici.