I documenti riguardano un Morgan Stanley Bitcoin Trust e un Morgan Stanley Solana Trust. Il prodotto Solana include anche un componente di staking, sempre più richiesto dagli investitori che cercano di ottenere rendimenti oltre all'esposizione al prezzo, in particolare per ETH e SOL. Sorprendentemente, Morgan Stanley ha scelto Solana invece di Ethereum, il secondo mercato per capitalizzazione di criptovalute.

Con quasi 6,4 trilioni di dollari di attività gestite, Morgan Stanley si unirà così alle fila dei principali emittenti già presenti nello spazio dei ETF crittografici, accanto a BlackRock e Fidelity. Questo passo segue l'approvazione degli ETF sul Bitcoin a conto corrente all'inizio del 2024, che hanno notevolmente trasformato l'accesso istituzionale agli asset digitali.

Ora un mercato su scala istituzionale

Il momento è significativo. Il volume cumulativo delle transazioni sugli ETF di criptovalute al contante negli Stati Uniti ha superato i 2 trilioni di dollari. Sono occorsi più di un anno per raggiungere il primo miliardo, poi solo pochi mesi per raddoppiare tale cifra, un chiaro segnale di accelerazione nell'adozione.

Gli ETF di Bitcoin da soli rappresentano più di 123 miliardi di dollari di attività, pari a circa il 6,6% del capitale di mercato totale di Bitcoin. Ciò avviene mentre il BTC rimane al di sotto dei 100.000 dollari, evidenziando la forza della domanda strutturale.

Un quadro regolamentare più favorevole

Questa iniziativa arriva in un contesto regolamentare notevolmente più flessibile. Dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, la SEC ha adottato un approccio più pragmatico. A settembre 2025, l'autorità ha approvato nuovi standard generici per gli ETF di criptovalute, consentendo a alcuni prodotti di essere lanciati senza i lunghi procedimenti individuali che in precedenza rallentavano le richieste per mesi.

Questo cambiamento ha aperto la strada a un'ondata accelerata di richieste, con Morgan Stanley ora coinvolta nell'azione.

Una strategia crittografica già ben consolidata

Queste richieste non sono un movimento isolato. Morgan Stanley ha gradualmente ampliato l'accesso alle criptovalute per i suoi clienti, anche in alcuni conti pensione, e ha stabilito un limite massimo dell'4% per i portafogli opportunistici. Un approccio allineato ad altri grandi gestori patrimoniali.

Presentando domande per ETF al contante su Bitcoin e Solana, la banca manda un messaggio chiaro: le criptovalute non sono più un prodotto marginale, ma un pilastro sostenibile delle offerte di investimento tradizionali. Se gli ETF saranno approvati, Morgan Stanley si troverà in una posizione ideale per cogliere un nuovo flusso di domanda istituzionale nel 2026.

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