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Nel 2026, il protocollo Walrus è passato da una soluzione di archiviazione a un livello dati programmabile per le ere dell'IA e del Web3.

Ecosistema e partnership strategiche (2026)

  • Infrastruttura per l'IA: Walrus è ora un importante hub per dataset verificabili per l'IA. Ha stretto collaborazioni con piattaforme come Talus Network per consentire agli agenti di IA di archiviare e recuperare dati in modo sicuro sulla blockchain.

  • Espansione cross-chain: Oltre a Sui, Walrus ha esteso i suoi servizi di archiviazione a Ethereum, Solana, Avalanche e Linera, offrendo disponibilità dati decentralizzata per molteplici ecosistemi.

  • Web decentralizzato (siti Walrus): Gli sviluppatori possono ora ospitare siti web completamente decentralizzati, resistenti alla censura, direttamente sul protocollo. A differenza dell'hosting tradizionale, questi siti sono permanenti e possono essere associati direttamente a nomi umani leggibili tramite SuiNS.

  • Partnership: Tra le entità note che utilizzano la loro infrastruttura nel 2026 ci sono Google, Pudgy Penguins e Decrypt.

Aggiornamenti tokenomici e di mercato 2026

  • Attività del token WAL: A inizio 2026, il token WAL è scambiato a circa 0,12 dollari.

  • Meccanismo di bruciatura: Un modello deflazionistico raffinato è stato implementato nel primo trimestre del 2026, in cui una parte del WAL pagato per l'archiviazione viene bruciata permanentemente per stabilizzare l'offerta man mano che aumenta l'attività della rete.

  • Integrazione con Binance: A gennaio 2026, Binance ha lanciato una campagna di voucher da 300.000 token WAL tramite la piattaforma CreatorPad per incentivare contenuti della community e trading.

  • Meccanica dello staking: La sicurezza della rete è gestita in epoch di 14 giorni. Per disstakeare i token, gli utenti devono inviare la richiesta prima della metà dell'epoch corrente per riceverli dopo la fine del ciclo di 14 giorni.

Miglioramenti tecnici

  • Tecnologia Quilt: Un aggiornamento recente ha introdotto "Quilt", che raggruppa frammenti di file piccoli in unità di archiviazione più grandi. Ciò ha ridotto i costi per l'archiviazione di file piccoli fino a 3 volte, rendendola competitiva con i provider cloud tradizionali come AWS.

  • Architettura Self-Healing: Il protocollo è ora completamente self-healing, ridistribuendo automaticamente i frammenti di dati se un nodo di archiviazione va offline o viene penalizzato per un cattivo rendimento.