La probabilità di una riduzione dei tassi a gennaio è calata bruscamente dal 17,7% al 11,1%. I dati dello "small nonfarm" di dicembre, pubblicati ieri sera, indicano che il mercato del lavoro statunitense sta riprendendo in modo moderato. Sebbene il numero di nuovi posti di lavoro (41.000) sia leggermente al di sotto delle aspettative, è un chiaro miglioramento rispetto al calo di novembre (-29.000). Il consenso attuale è che, dato che l'occupazione non è crollata e l'inflazione non ha ancora raggiunto il 2%, la Fed non abbia alcun motivo di abbassare i tassi a gennaio.
A mio parere, nel contesto macroeconomico attuale, gennaio è ormai virtualmente sospeso. Il vero interrogativo è ora marzo (la probabilità di una riduzione è attualmente del 45%). Se i dati sull'occupazione di domani sera rimarranno solidi, anche le aspettative di una riduzione a marzo potrebbero iniziare a vacillare, portando il mercato a un vero test di resistenza.