Negli ultimi giorni, diversi media e report della comunità cripto hanno nuovamente messo l'accento sul Venezuela, che suppostamente stava accumulando una enorme riserva di Bitcoin — più di 600.000 BTC, valutati potenzialmente in oltre 55–67 miliardi di dollari secondo i prezzi attuali. (Htx)
📈 Se fosse vero, questo collocerebbe il Venezuela tra i maggiori detentori di Bitcoin al mondo, accanto a istituzioni come MicroStrategy o grandi fondi corporate. (MEXC)
📊 Da dove proviene questo dato di 600.000 BTC?
Le stime non derivano da dati pubblici sulla catena di blocchi (on-chain), ma da calcoli e informazioni combinate con supposizioni storiche:
🔹 Si dice che l'accumulo è iniziato nel 2018, quando il Venezuela avrebbe convertito i ricavi derivanti dalla vendita d'oro in Bitcoin. (MEXC)
🔹 Si menziona anche che trasferimenti di ricavi petroliferi in stablecoin (USDT) sono stati successivamente convertiti in BTC per evitare sanzioni finanziarie. (MEXC)
🔹 Secondo questi rapporti, l'importo totale stimato sarebbe oggi compreso tra 600.000 e 660.000 BTC, rappresentando circa il 3% dell'offerta totale di Bitcoin. (MEXC)
🤔 È vero o solo una voce?
La parte chiave è questa: nessuno è riuscito a verificare pubblicamente quei 600.000 BTC in portafogli tracciabili. (Cointelegraph)
✔️ I tracker on-chain mostrano che il Venezuela, associato a entità ufficiali, ha messo in catena solo circa 240 BTC, in netto contrasto con il numero di centinaia di migliaia. (Cointelegraph)
✔️ Esperti e società di analisi indicano che i flussi massivi di Bitcoin non sono dimostrati e che le affermazioni su grandi quantità si basano più su teorie o stime che su prove pubbliche. (Cointelegraph)
In altre parole, la storia dei 600K BTC è altamente speculativa e al momento non esiste alcuna conferma reale né prove verificabili che il Venezuela disponga di una riserva così gigantesca di Bitcoin.
🧠 Perché continua a generare attenzione?
Questa teoria ha acquisito forza per diverse ragioni:
🔹 L'alta volatilità del mercato e l'interesse per grandi "balene" o riserve nascoste che potrebbero muovere il prezzo del BTC se rilasciate o sequestrate. (Bitbo)
🔹 La recente cattura del presidente Nicolás Maduro negli Stati Uniti ha intensificato i rumor di possibili sequestri di asset crittografici associati al governo venezuelano. (BeInCrypto)
🔹 La narrazione secondo cui un paese sotto sanzioni avrebbe convertito ricchezza in Bitcoin per proteggere il valore alimenta speculazioni e dibattiti sui social. (Bitget)
📌 Conclusione: mito o realtà, al momento non c'è certezza
Anche se l'idea che il Venezuela possieda più di 600.000 BTC è affascinante e virale sui social e nei media, la sua validità non è ancora stata verificata con dati on-chain affidabili. Al momento, rimane nel campo dei rumor e dell'intelligenza non verificata, non di fatti confermati. (Htx)
