Partendo dalle esigenze reali – perché l'economia dei token di Walrus si basa sulla "necessità"?

Per comprendere il potenziale di Walrus, dobbiamo abbandonare il discorso astratto sul "archiviazione" e passare all'esame dei scenari concreti di richiesta di dati in arrivo. Facciamo una semplice simulazione: un'applicazione Web3 sociale di dimensioni moderate con 100.000 utenti attivi al giorno, ipotizzando che ogni utente generi solo 20 KB di dati testuali, fotografici o aggiornamenti di stato al giorno (un'ipotesi estremamente cauta). In un anno, questa applicazione accumulerebbe oltre 700 GB di dati "caldi" o "temperati" che devono essere conservati a lungo e accessibili in qualsiasi momento. E non si tratta di un archivio statico: questi dati devono essere letti frequentemente, verificati (ad esempio per dimostrare che un determinato contenuto è stato pubblicato da una persona in un momento specifico), ricostruiti e combinati con nuove applicazioni.

Se il contesto cambia verso giochi blockchain o protocolli di intelligenza artificiale, la quantità di dati salta facilmente a livelli di terabyte o addirittura petabyte. Lo stato del mondo del gioco, i metadati di ogni oggetto generato dinamicamente, i dati di addestramento e i record di inferenza dei modelli di intelligenza artificiale, non sono semplici cache che possono essere scartate a piacimento, ma costituiscono il valore centrale degli asset digitali, devono essere conservati per sempre e devono essere auditabili. Queste esigenze sono reali e urgenti, e portano a una conclusione: le principali applicazioni Web3 future saranno ad alta intensità di dati.

È proprio questa crescita deterministica dei dati, guidata dalla scala dell'applicazione, a costituire la base del modello di valore di Walrus. Il token $WAL di Walrus non è un semplice ornamento del mercato o uno strumento di governance, ma ha come funzione centrale quella di coordinare il consumo effettivo di risorse all'interno della rete. Lo spazio di archiviazione non è gratuito, né lo sono la verifica continua dei dati e la dimostrazione della loro integrità, né tantomeno il garantire che i dati non si perdano in un arco di tempo che può estendersi per anni o addirittura decenni. Quando una rete deve gestire quotidianamente milioni di richieste, scrivere terabyte di nuovi dati e continuare a verificare l'integrità di queste immense quantità di informazioni, tali azioni generano costi significativi in termini di hardware, larghezza di banda e manutenzione. Il $WAL è il mezzo per pagare questi costi e incentivare i nodi a fornire servizi affidabili.

Pertanto, la sua funzione di domanda è estremamente chiara: è direttamente proporzionale alla quantità e alla frequenza dei dati archiviati e acceduti nella rete. Un'applicazione media che produce ogni giorno 5 GB di dati fondamentali, ne produce quasi 2 TB all'anno. Quando dieci, cento di queste applicazioni scelgono Walrus, la domanda non si somma semplicemente, ma grazie all'effetto rete può crescere esponenzialmente. Questo differisce sostanzialmente dai modelli di token basati sull'emozione di mercato e sulle narrazioni speculative. Il mercato potrebbe ignorarlo temporaneamente, ma fintanto che le applicazioni Web3 si orienteranno verso un'evoluzione sempre più intensiva dal punto di vista dei dati (un'evoluzione quasi inevitabile), la domanda di un livello di archiviazione decentralizzato affidabile e del suo strumento di valutazione (il token) crescerà in modo solido e continuo, proprio come la domanda di terreni nelle città in crescita. Ciò conferisce a Walrus una caratteristica di 'antifragilità': il suo valore non deriva dalla fede, ma dall'uso effettivo.@Walrus 🦭/acc $WAL #walrus