Gli Emirati Arabi Uniti si uniscono all'elenco dei governi che sponsorizzano operazioni di mining di Bitcoin.

Recenti discussioni sui social media hanno riportato l'attenzione sull'argomento dopo che Changpeng Zhao ha affermato che gli Emirati Arabi Uniti sono coinvolti nel mining di Bitcoin "da un po' di tempo", contraddicendo l'idea che il paese sia un nuovo arrivato in questo settore.

I rapporti indicano che gli Emirati Arabi Uniti hanno scelto un approccio diretto invece di lasciare il mining interamente ai privati o cercare di limitarlo con restrizioni pesanti. L'azienda di analisi blockchain Arkham Intelligence ha rivelato ad agosto 2025 che il paese aveva accumulato tra 6.300 e 6.450 BTC attraverso attività di mining legate allo Stato, con un valore stimato di circa 700 milioni di dollari a quel tempo. Queste operazioni sarebbero state condotte tramite Citadel Mining e alimentate principalmente dalle abbondanti riserve di gas naturale del paese.

Mentre il punto di vista federale considera il mining di Bitcoin come infrastruttura nazionale fondamentale—paragonabile a centri dati, reti di telecomunicazioni e progetti energetici—la politica non è priva di limiti. A settembre 2025, le autorità di Abu Dhabi hanno vietato il mining di criptovalute sui terreni agricoli per proteggere l'efficienza energetica e le priorità di utilizzo del suolo. I trasgressori rischiano multe fino a 100.000 AED, segnalando che il sostegno statale opera entro confini chiaramente definiti.

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