🚀 Chi domina il cielo, domina il futuro? 🚀
🚀 La Cina presenta domande per 200.000 satelliti, scatenando la battaglia per il controllo spaziale 🚀
La competizione globale per i satelliti a bassa orbita è in forte crescita. Negli ultimi tempi, la Cina ha presentato in modo massiccio domande per costellazioni di satelliti a bassa orbita all'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT), con un numero cumulativo di richieste vicino ai 200.000 satelliti, stabilendo un record mondiale per dimensioni, considerato un importante passo strategico diretto al confronto con lo «Starlink» di SpaceX, negli Stati Uniti.
I principali soggetti coinvolti includono China Satellite Network, Shanghai Yunnanxin, China Mobile, China Telecom, Galaxy Aerospace, nonché il Centro di Innovazione Radioelettrica di Xiongan con i progetti CTC-1 e CTC-2, dimostrando che la Cina sta accelerando il proprio posizionamento sulle risorse di orbita bassa e sulla banda di frequenza attraverso un modello di «squadra nazionale + alleanza industriale».
In confronto, lo Starlink di SpaceX ha ottenuto l'approvazione della FCC statunitense per circa 12.000 satelliti e sta attualmente implementando il piano per la seconda generazione della costellazione, espandendo costantemente la copertura globale in banda larga. Gli analisti indicano che, anche se la richiesta cinese di vasta scala non implica necessariamente un'attuazione immediata, nel quadro delle regole dell'UIT ha un significato strategico di «prima domanda, prima occupazione», consentendo di bloccare in anticipo i diritti di utilizzo delle orbite e delle frequenze future.
Gli esperti ritengono che la competizione per i satelliti a bassa orbita si sia ormai estesa dal settore commerciale alle questioni di sicurezza nazionale, applicazioni militari, sovranità informativa globale e governance spaziale. Di fronte a una capacità limitata di supporto delle orbite a bassa quota e a una crescente scarsità di risorse di frequenza, i paesi stanno accelerando le proprie strategie istituzionali e tecnologiche, con la possibilità di una riorganizzazione del sistema spaziale nel prossimo futuro.
In sintesi, questa battaglia per i satelliti a bassa orbita non è solo una competizione di tecnologia e capitale, ma anche un'anticamera della lotta tra grandi potenze per il controllo delle regole dello spazio.
