Dopo mesi di intense trattative bipartisan, è stato pubblicato il testo integrale di 278 pagine del disegno di legge del Senato sulla struttura del mercato degli asset virtuali. Si tratta di un punto di svolta fondamentale per la regolamentazione delle crypto negli Stati Uniti.

Sebbene i titoli abbiano prevalentemente puntato l’attenzione sulle disposizioni relative alla DeFi e sulla classificazione dei token, un cambiamento più sottile potrebbe essere passato inosservato.

Il disegno di legge sulla crypto del Senato USA limita i rendimenti delle stablecoin e favorisce le banche in una bozza da 278 pagine

Il disegno di legge potrebbe spostare il vantaggio competitivo a favore delle banche tradizionali limitando i rendimenti passivi sulle stablecoin.

L’ultima bozza specifica che le aziende non possono pagare interessi semplicemente per il mantenimento di saldi in stablecoin. I premi sono invece consentiti solo se collegati a un utilizzo attivo del conto. Questo significa:

  • Staking

  • Fornitura di liquidità

  • Transazioni

  • Inserimento di collaterale, oppure

  • Partecipazione alla governance della rete.

In termini pratici, gli utenti retail che in passato guadagnavano rendimenti passivi simili a quelli dei depositi bancari potrebbero ora incontrare delle barriere. Nel frattempo, le banche mantengono la loro tradizionale possibilità di pagare interessi sui depositi.

“Le banche sembrano aver vinto questo round sui rendimenti delle stablecoin,” ha commentato Eleanor Terrett, conduttrice di Crypto in America, mettendo in evidenza la disposizione a pagina 189 della bozza.

La tempistica è stringente: i senatori hanno solo 48 ore per proporre emendamenti prima del markup di giovedì, lasciando ancora incerto il testo finale.

Se la disposizione rimanesse invariata, potrebbe ridurre il fascino delle piattaforme crypto per gli investitori retail, indirizzandoli verso attività DeFi o alternative bancarie.

In termini semplici, questo approccio rischia di soffocare l’innovazione senza affrontare problemi di sistema come i precedenti depeg delle stablecoin che avevano originariamente motivato l’introduzione dei rendimenti.

Chiarezza sui token e regole per la DeFi, come la legge bilancia innovazione e controllo

Oltre alle regole sui rendimenti, il disegno di legge affronta la struttura generale del mercato, la classificazione dei token e la supervisione della DeFi. In particolare, equipara token come XRP, SOL, LTC, HBAR, DOGE e LINK a BTC ed ETH nelle classificazioni per gli ETF, riducendo potenzialmente gli oneri di conformità per le grandi aziende crypto e offrendo chiarezza agli investitori.

La normativa include anche una formulazione di compromesso che protegge gli sviluppatori di software e riduce i rischi di arbitraggio normativo tra DeFi e TradFi, un tema a lungo controverso sia per l’industria che per le banche.

I protocolli DeFi, come indicato nelle note della bozza, dovranno operare entro limiti definiti per evitare scappatoie che possano aggirare le leggi su titoli e materie prime. Allo stesso tempo, gli sviluppatori senza controllo diretto sono protetti da responsabilità indebite.

La senatrice Cynthia Lummis, una delle principali sostenitrici delle criptovalute, ha presentato la pubblicazione del testo come una tappa cruciale.

“Il Digital Asset Market Clarity Act offrirà la chiarezza necessaria per mantenere l’innovazione negli Stati Uniti e proteggere i consumatori,” ha affermato, invitando i colleghi a non abbandonare i progressi bipartisan in vista del markup della Commissione Bancaria.

Il disegno di legge, che si basa su precedenti iniziative come il framework Lummis-Gillibrand, rappresenta più di una semplice roadmap normativa. Potrebbe ridefinire silenziosamente l’ecosistema crypto degli Stati Uniti.

Limitando i rendimenti passivi sulle stablecoin, la bozza conserva in modo implicito il modello bancario tradizionale, incoraggiando contemporaneamente una partecipazione più attiva nella DeFi e nella governance delle reti.

Questo compromesso potrebbe influenzare il comportamento degli utenti retail e le dinamiche competitive tra le piattaforme crypto e le banche in futuro.