La bellezza, come se fosse un dono che Dio ha concesso agli uomini.

La sua esistenza non risiede soltanto nella luminosità esteriore, ma soprattutto nel far vedere al mondo la dolcezza e l'ordine. La bellezza è un promemoria: ricordare agli uomini di mantenere reverenza, autocontrollo e rispetto, piuttosto che possesso o vanità. La vera bellezza fa rallentare il passo, insegna a osservare, piuttosto che affrettarsi a prendere.

Se Dio ha davvero concesso questo dono, forse non per soddisfare i desideri, ma per mettere alla prova il carattere di un uomo: se sa mantenere il giusto equilibrio, se sa apprezzare, se riesce a rimanere buono e lucido di fronte alla bellezza. La bellezza, se compresa, diventa forza; se abusata, si trasforma in illusione.

Pertanto, la bellezza non è un oggetto da definire, ma uno specchio. Riflette l'altezza interiore di un uomo e rivela se è degno di questo dono.