Un improvviso scambio di 23 milioni di dollari in XRP eseguito in soli 60 secondi ha attirato l'attenzione del mercato crittografico—non per la sua dimensione, ma per la sua struttura e il momento. Lo scambio è stato distribuito su diverse borse, suggerendo un'attività istituzionale coordinata piuttosto che una speculazione al dettaglio. Gli analisti lo vedono come una posizionamento iniziale, spesso osservato prima di grandi rotazioni di mercato, non dopo che i prezzi hanno raggiunto il massimo.

Storicamente, l'XRP ha agito come indicatore anticipato delle stagioni degli altcoin, spesso muovendosi settimane prima dei rialzi generali del mercato. All'inizio di gennaio 2026, l'XRP è salito del 25%, superando significativamente il guadagno del 5,5% del Bitcoin. Nello stesso periodo, i saldi di XRP sulle borse sono scesi ai minimi storici degli ultimi otto anni, vicino ai 1,6 miliardi di token, segnalando accumulo, mentre i fondi ETF su XRP spot sono cresciuti fino a 1,3 miliardi di dollari in asset.

L'aumento del volume è avvenuto prima che l'XRP superasse la resistenza chiave, il che significa che il volume ha preceduto il prezzo—un pattern tipicamente associato al denaro intelligente. L'accumulo continuo nei portafogli e gli ingressi positivi nei ETF, anche mentre i fondi Bitcoin registravano uscite, rafforzano l'idea che il capitale stia ruotando verso altcoin ad alto rischio.

Poiché l'XRP spesso rappresenta la prima tappa per gli investitori che passano oltre Bitcoin ed Ethereum, è ampiamente considerato il "canarino nella miniera" della cripto. Questa attività recente suggerisce che la stagione degli altcoin nel 2026 potrebbe iniziare in silenzio, con l'XRP che una volta di più guida il cambiamento.