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La pressione di Trump sul presidente della Fed Powell scatena un dibattito

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riaccendendo le tensioni con la Federal Reserve, chiedendo al presidente Jerome Powell di ridurre i tassi di interesse dopo i recenti dati sull'inflazione CPI. Trump ha twittato: "Grazie mister tariff", suggerendo che le sue politiche commerciali stiano guidando le decisioni economiche.

Questo non è il primo momento in cui Trump ha pressato pubblicamente Powell. Il presidente della Fed ha ricevuto critiche per aver mantenuto tassi più elevati, con Trump che lo ha definito "incompetente" e ha insinuato l'idea di ricorsi legali. La situazione si è aggravata quando il Dipartimento di Giustizia ha richiesto a Powell testimonianza riguardo ai lavori di ristrutturazione della sede della Fed, suscitando preoccupazioni sull'indipendenza della banca centrale.

Il dilemma della Fed

Il prossimo incontro della Fed è programmato per il 27-28 gennaio, ma tagli dei tassi sembrano improbabili. I mercati prevedono almeno due tagli di un quarto di punto quest'anno. Powell ha difeso l'autonomia della Fed, affermando che il mandato di comparizione è un tentativo "senza precedenti" di influenzare la politica monetaria.

Reazione del mercato

Azioni e dollaro sono calati, mentre l'oro è salito a un massimo storico. Il movimento ha suscitato critiche da parte di economisti e ex presidenti della Fed, che avvertono che mina l'indipendenza della banca centrale.

Implicazioni

Lo scontro solleva dubbi sull'abilità della Fed di definire la politica senza pressioni politiche. Se il mandato di Powell termina a maggio, Trump potrebbe nominare un presidente più docile, potenzialmente modificando la posizione della Fed sui tassi di interesse.

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