Dopo tante prove, ho finalmente capito: per portare i grandi capitali della finanza tradizionale sulla blockchain, basta gridare slogan, bisogna risolvere contemporaneamente conformità, privacy e regolamentazione. Ciò che mi convince di più su Dusk è che non tratta la conformità come un aggiustamento aggiuntivo, ma la integra fin dalle fondamenta, rendendo la privacy auditabile e la regolamentazione istituzionale utilizzabili.

Tecnologicamente, è molto chiaro: DuskDS si concentra sul fondo per la regolamentazione e la sicurezza dei dati, mentre DuskEVM si occupa dell'applicazione e della privacy in alto livello, senza ostacolarsi a vicenda, e grazie a un consenso speciale raggiunge una finalità in tempo reale, soddisfacendo perfettamente il bisogno delle istituzioni di una transazione definitiva. Gli strumenti di privacy Hedger sono molto esperti: non chiudono completamente i dati, ma li rendono accessibili su richiesta alla regolamentazione, offrendo esattamente ciò che le istituzioni hanno bisogno: mantenere i segreti dei clienti e al contempo rispettare gli audit.

Non si tratta di vuote promesse: collaborando con NPEX, un'azienda con licenza, ha portato in blockchain i titoli regolamentati in fasi successive, e ha integrato Chainlink per la comunicazione tra catene e i dati di prezzo, collegando in modo stabile e auditabile gli asset sia sulla catena che fuori. Il tasso di staking di $DUSK supera il 30%, stabilizzando la rete e riducendo l'offerta circolante; quando arriverà STOX a portare transazioni reali, la domanda diventerà ancora più concreta. Anche se ci sono ancora problemi come la liquidazione transfrontaliera, il progetto affronta questi ostacoli con pragmatismo, senza evitarli. Progetti così concreti meritano un'attenzione a lungo termine.

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