Il RWA può portare liquidità al mercato delle criptovalute?

Gli scambi di RWA azionari statunitensi su blockchain tendono a portare liquidità aggiuntiva al mercato delle criptovalute, piuttosto che assorbire capitali esistenti. A gennaio 2026, la dimensione globale del tokenizzazione dei RWA raggiungerà i 35,2 miliardi di dollari. Sebbene i RWA azionari statunitensi rappresentino una quota relativamente bassa, la loro crescita è rapida. Grazie ai quadri normativi come MiCA dell'Unione Europea e la legge statunitense GENIUS, stanno attirando capitali aggiuntivi da parte di istituzioni tradizionali come Goldman Sachs e JPMorgan, che in precedenza non avevano partecipato al mercato delle criptovalute.

Il RWA attiva profondamente l'effetto volano del DeFi, con i protocolli di punta che lo includono come garanzia, superando i limiti dell'ipotesi di sovra-pegno. Il rendimento stabile derivante dall'economia reale sostituisce il modello di incentivi basato sui token e si integra con stablecoin e prodotti derivati per realizzare un riutilizzo della liquidità. Allo stesso tempo, il RWA genera una stratificazione della liquidità: gli asset conformi attraggono capitali a basso rischio, complementando gli asset nativi come Bitcoin ed Ethereum, e riducendo anche la soglia d'ingresso per ampliare la base degli utenti.

Tuttavia, sono ancora da tenere sotto controllo rischi come la frammentazione regolamentare, le vulnerabilità degli oracoli e la dispersione dei fondi causata da progetti omogenei. In sintesi, il RWA è un ponte tra il mondo della finanza tradizionale e quello delle criptovalute, che spinge il mercato a trasformarsi da un modello basato sull'investimento speculativo a uno guidato dal valore.

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